C'era una volta un fiorellino
Elisa, la nostra protagonista, aveva nel suo piccolo giardino da qualche anno una conifera di quelle che si espandono in orizzontale e poco in verticale.
Le piaceva quella pianta che ornava il giardino allargando i suoi bellissimi rami.
Non si sa bene perché, ed Elisa non lo seppe mai, un giorno sotto questa pianta che amava molto vide verso il mese di settembre spuntare un germoglio che lì sotto non aveva mai visto, non riusciva ad identificare quale piantina fosse e da dove fosse arrivata.
Aspettò con grande pazienza che questa piantina si mostrasse senza timore e lei che aveva l’abitudine di parlare con le piante nella convinzione che loro potessero sentirla, tutti i santi giorni le chiedeva di farsi vedere e di mostrarsi!
Poi finalmente, poco alla volta, iniziò a vedere una fogliolina di un verde piuttosto scuro e leggermente variegata.
Passarono ancora alcuni giorni e finalmente iniziò a spuntare un picco fiorellino di un colore lilla chiaro, a quel punto riuscì ad identificarlo, era un bellissimo ciclamino.
Non si capacitava Elisa di come potesse essere finito lì sotto quel ciclamino che pareva apparso dal nulla, né da dove fosse arrivato ma interpretò quest’evento come un qualcosa di assolutamente positivo.
Nell’arco di pochi giorni spuntarono in un attimo ancora altri di quei bei fiorellini.
Curiosamente Elisa andò alla ricerca in biblioteca delle caratteristiche e delle leggende di questa incredibile pianta che si mostrava al’inizio dell’autunno per poi trovarsi a fiorire durante l’inverno.
Grande fu la scoperta che il ciclamino era legato a molte leggende del mondo antico dove veniva riconosciuto come una pianta utile per eccitare l’amore e la sensualità, mentre un altro filosofo “Plinio il Vecchio” lo considerava come un amuleto e dovunque crescesse, tutto d’intorno proteggeva dai malefici ma non solo, veniva anche considerato come amuleto e per gli sposini novelli, un incentivo per favorire la procreazione.
E continuando a ricercare, lesse ancora che per secoli, fu considerato la pianta sacra a Ecate, la divinità dell’oltretomba che conosceva le arti magiche ed aveva il dono di trasmettere la sua conoscenza e insegnare tutti gli incantesimi; nel periodo medievale il nome usato volgarmente fu cambiato ed il ciclamino venne chiamato “pianta del diavolo” proprio per evidenziare il fatto che Ecate fosse legata ai riti magici che per la cultura diffusa del tempo, era legata alla malignità.
La cosa che le piacque di più però fu il legame con la religione cristiana dove veniva associato a Maria in quanto il fiore molte volte presenta delle macchioline rosse che secondo le credenze del tempo rappresentavano il dolore delle Madonna per la crocifissione del figlio.
Molto soddisfatta della sua ricerca, Elisa si sentiva come baciata dalla fortuna che questo piccolo e splendido fiorellino avesse trovato il modo di insediarsi nel terreno di casa sua sotto quella bella conifera alla quale lei era tanto affezionata.
Probabilmente sotto quella conifera aveva trovato un habitat adatto ad espandersi e vivere serenamente il freddo inverno donando agli occhi di Elisa la sua splendida fioritura.

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essenziale si dischiude
e si offre allo sguardo
ancora quell’attimo
prima di dormire
…di una sensualità che cattura.
Come se sentisse la fine vicina
e sapesse di avere davvero tanto
da perdere, si lascerà andare a
lei prima d’iniziare ad appassire.
Complimenti


















