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Legenda
= Poesia
= Racconto
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PUNTO DI VISTA

Le istruzioni sono:

Ti risvegli e scopri di aver cambiato sesso. Racconta la tua prima giornata nel tuo nuovo corpo.


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Sesso Fatale

Ogni giorno mi sveglio con l'erezione mattutina, tanto per cominciare in media un uomo sano ha tra le tre e le cinque erezioni per notte (durante la fase REM) ed ognuna di esse dura tra i 25 e i 35 minuti; quella mattutina sarebbe l'ultima di questa serie di inturgidimenti. Stamattina, come consuetudine mi reco in bagno per mingere, ma ho una sgradita sorpresa, di non trovare il mio tanto amato pene e al suo posto sostituito da una vagina lunga 9 cm; giusto la metà del mio ex uccello padulo. Prima stavo in piedi davanti alla tazza, ora mi tocca star seduto per poter espletare il mio bisogno di minzione e guardandomi allo specchio, mi accorgo di non avere più la barba e questo è decisamente uno dei pochi lati positivi di questa spiacevole faccenda, perché era una scocciatura rasarsi ogni mattina. Noto anche un cambiamento nei lineamenti: labbra più rigorose, la pelle più liscia, zigomi meno evidenziati e dimensione del cranio più piccolo. Non avevo più un volto riconoscibile; come avrei spiegato tutto questo a mia moglie, i miei genitori, ai parenti e agli amici. Non potevo certo mostrarmi a loro con quella faccia e tutti quei cambiamenti; per non parlare dei problemi che ne sarebbero conseguiti; le foto delle tessere di riconoscimento. Come avrei spiegato la cosa alle autorità? Nessuno mi avrebbe mai creduto, ma dovevo almeno provarci. Non riuscivo a crederci, ma pur sempre una decisione dovevo prenderla e per prima cosa: presentarmi al cospetto di mia moglie; le ho confessato a bruciapelo tutto quello che mi è accaduto da quando mi sono alzato dal letto a tuttora. Mia moglie ha pensato ad uno scherzo, poi è rimasta perplessa e a quel punto per scuoterla le dissi: “non lasciarti inorridire di fronte a questa situazione atipica”, incalzando: “Ci credi adesso? Sono vittima di un incantesimo, che tu ci voglia credere o no”! Basta testosterone, sto benissimo! Però, comunque nasci e cresci con i tuoi genitali, e oltretutto devo fare i conti con questo sentimento di mancanza della mia virilità, mi sentivo come se avessi perso la bussola, mentre prima avevo raggiunto un buonissimo equilibrio psicofisico, la nuova situazione, ha messo tutto in discussione, e lì ho iniziato una nuova transizione. Io percepisco che la transizione si inizia e non si finisce mai e non deve essere facile abituarsi. Stamani non sono riuscito nemmeno a fare pipì, perché la mia psiche non era in equilibrio con il mio "sotto". Penso che nei rapporti sessuali la psiche concepiva la vagina come una ferita, così la vagina si chiudeva e impediva che il pene entrasse. E sai qual è il problema? Il problema è che lo vivo come un fallimento; non posso essere donna o uomo, mi riconosco in un trans e devo cercare di immedesimarmi in una nuova cultura, qualcosa per cui la cultura transessuale sia riconosciuta, non solo per le plastiche o la prostituzione, ma per qualsiasi cosa, per un colore, per la favolosità. Avere un documento non conforme all'aspetto è discriminante nel momento in cui ci si rivolge al mondo del lavoro, e nel frattempo per pagare le bollette come si può fare? Oltretutto, un datore di lavoro, se io mi presento come donna, pensa, "Ma chi mi devo assumere, una che non è ne carne e ne pesce? E cosa cerca qua, certamente rimorchiare gli uomini in azienda?" Ecco perché ho il terrore di espormi; ecco perché tante volte si ricorre alla ribellione e l'ho resa la mia missione, ma non tutti sono come me, e mi ritrovo da sola. Ok, a me piace, sono orgogliosa di essere il punto di riferimento di molte persone, ma mi sento sola, perché so benissimo che per adottare questo stile di vita ci vogliono le palle. Mia moglie mi dice: “adesso è ora di uscire e di andare a lavoro. Ore 9.10 Intervenendo a un incontro con i rappresentanti delle grandi case farmaceutiche (Bayer, Novartis e l’Unione Ciclistica Internazionale), propongo una lunga e profonda riflessione sullo stato della sanità attuale: “Ciuari, ciuari, ciuari. Ciuari, ciuari, ciuari ah... Siamo fatti così: dentro abbiamo il cuore, solido motore. Siamo fatti così: trentadue bei denti candidi e splendenti. Siamo proprio fatti così, questo nostro corpo è meglio di un computer, vedrai”. Viaggia assieme a noi attraverso il corpo umano. Siamo fatti così, siamo fatti così, siamo proprio fatti così e scoprirlo puoi esplorando il corpo umano. Ciuari, ciuari, ciuari. Ciuari, ciuari, ciuari ah... Siamo fatti così: con il sangue quale liquido vitale. Siamo fatti così: muscoli scattanti sempre scalpitanti. Siamo proprio fatti così (Le canzoni dei cartoni che non dimenticheremo mai). Ore 10.15 mi dichiaro favorevole all’uso della marijuana a scopo terapeutico, a patto che uno non cerchi di ammalarsi apposta. Poi, faccio preparare un opuscolo destinato ai genitori intitolato “Indizi per capire se vostro figlio fuma marijuana”: “Ieri sera vi ha chiesto di cucinargli sei bistecche da mezzo chilo l’una; in cucina ogni tanto sparisce misteriosamente la carta da forno; guarda Made in Sud e ride; sul pavimento di camera sua trovate spesso briciole di cioccolato al latte, ma a lui il cioccolato al latte non piace; quelle piantine di menta sul balcone sono proprio carine, ma non vi ricordavate che le foglie di menta avessero quella forma; in garage sta costruendo un impianto di illuminazione da far invidia a San Siro; non sono mai venuti a trovarlo tanti nuovi amici come nelle ultime settimane; anche il 15 dicembre la finestra di camera sua è aperta; i nonni vengono a trovarlo ogni giorno e dimostrano trent’anni di meno; riesce a guardare Quinta Colonna senza incazzarsi”. Ore 12.40 Intervistato da Repubblica, l’inserto di gossip e costume del Venerdì di Repubblica, racconto quali credenziali mi hanno permesso di diventare un fautore della Salute. “In effetti da piccolo ero piuttosto predisposto ad ammalarmi. Ho fatto pertosse, peritonite, periodontite e periviscerite. Praticamente al pronto soccorso avevo l’abbonamento. Ogni volta che ci andavo mi lasciavano un timbro sulla tessera, come le pizzerie d’asporto. Dopo dieci timbri mi hanno regalato una colonscopia in omaggio. Poi ho scoperto che fare la colonscopia mi piaceva, e quindi mi ammalavo apposta. Ma lo faccio ancora, per dimostrare di meritare il ruolo che mi hanno assegnato. Mi ammalo apposta: corro nuda sotto la grandine nei boschi, oppure mi rotolo tra i bambini dell’asilo che hanno la rosolia. Una volta per farmi fare la lavanda gastrica ho addirittura provato a mangiare un piatto di Benedetta Parodi”. Ore 13.18 Insieme con i miei collaboratori, individuiamo i tre punti fondamentali per migliorare la sanità italiana: mettere Fiorello al posto di Luciano Onder a Medicina 33; liberalizzare la Tachipirina e metterla sul pandoro al posto dello zucchero a velo; impedire a Giulio Golia di girare altri servizi per Le Iene. Ore 15.35 do l’ok per una campagna dedicata alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili: “Il preservativo va usato per qualsiasi rapporto sessuale o colloquio di lavoro”. Studia anche una brochure per i più giovani, “Scuse da usare se vostra mamma vi trova un preservativo in tasca”: “È di un mio amico”; “È di papà”; “È del nonno”; “Come, non è una cicca?”; “Ecco dov’era, ieri a Messa l’ho cercato per un’ora”; “Il farmacista non aveva resto da darmi”; “Sì, è vero, è mio, ma tranquilla mamma, non l’ho mai usato”; “No, mamma, è un palloncino che ho comprato per i bambini dell’oratorio. Fidati, ce l’aveva anche il parroco”; “Mamma, lo sai che se non lo metto i bambini dell’oratorio non si fanno nemmeno avvicinare”. Ore 15.59 Studio alcuni tagli nel settore della sanità: aboliti i corsi di calligrafia per i medici di base, che si sono rivelati inutili; stop ai concorsi negli ospedali pubblici, che non c’è bisogno di fare ogni volta tutta ‘sta manfrina per assumere gente di CL; infine, demolizione di tutti gli ospedali d’Italia, visto che tutti sono in perdita. Ore 19.19 Rifletto sul popolo italiano: “Hanno tutti il terrore delle malattie. Una volta i medici consigliavano ai propri pazienti di assumere un farmaco perché prendevano la mazzetta dalle case produttrici. Oggi sono i pazienti che obbligano i medici a prescrivergli un farmaco. «Ma signora, guardi che non è niente». «Ma io mi sento gonfia». «È solo aria». «L’ultima volta che hanno detto così a mia moglie, ha partorito». «Glielo assicuro». «Non mi interessa, mi dia qualcosa, subito». Ho visto settantenni minacciare con un bicchiere di Novalgina infetto i medici. «Dammi altri farmaci o ti infetto. Ti attacco la vecchiaia» e il cambiamento di sesso alla anagrafe”, anche sulla carta d’identità lo faccio domani; così pure per la rettifica anagrafica e cambiamento Anagrafico sulla Patente e sui Registri Anagrafici. Prima passando per lo studio fotografico e premunirmi delle foto del caso. Infine alle ore 21.30 (fine giornata), mi devo difendere dallo spacciatore di turno, che mi vuole affibbiare un overdose di eroina, che a parer suo è un overdose d’amore; così evito di essere violentata ed essere uccisa, per poi essere tagliata a pezzi come carne bovina, chiusa nelle valigie per occultare il cadavere. Dopo questo preambolo ironico e irriverente; io e mia moglie non abbiamo mai smesso di stare insieme e conviviamo felicemente insieme ai nostri due figli e ai nostri nuovi compagni. Anche se la maggior parte dei nostri conoscenti sono inorriditi di fronte a questa famiglia per così dire atipica, ma non sapendo che noi tutti siamo felici. Sì, felici. "Certo non è stato tutto rose e fiori. "Con questa nuova famiglia allargata è tutto facile anche se a volte, capitano momenti no". La svolta arriva quando noi tutti ci siamo trasferiti sotto lo stesso tetto e mi ritornano alla mente di quando mi provavo gli abiti di mia moglie. Quando insieme compravamo dei vestiti femminili e che, indossandoli, ci sentivamo libere e fiere di noi stesse. "Avevamo paura e quasi la certezza che tutta la nostra vita sarebbe andata in pezzi". Poi però ci si accorge di una cosa: "La persona che avrei voluto al mio fianco per superare i momenti difficili è sempre mia moglie ed è anche la mia migliore amica". Il resto è venuto da sé; ora siamo inseparabili. "Mi sento più simile a una vedova che a una divorziata; la persona di cui ero innamorata è morta e sepolta, come del resto il mio vanto e orgoglio, che non c’è più. Io e la mia ex moglie andiamo molto d'accordo, ma non c'è attrazione tra noi, e questo rende possibile instaurare altre relazioni senza gelosia o imbarazzo". Senza di lei non avrei superato i problemi psicologici, come la depressione, i disturbi d’ansia e i disturbi dissociativi; non nascono così per caso e per risolvere i grattacapi, le difficoltà e le preoccupazioni, mi ha aiutata standomi vicina, dandomi affetto, amore e serenità, che è l’unica panacea da esiti fallimentari e tragici.



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Scrittura creativa scritta il 09/02/2018 - 12:01
Da Savino Spina
Letta n.885 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


nn leggo lo stupore

laisa azzurra 13/02/2018 - 11:58

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A tratti confusionario ma molto carino!

Claudio Sciarretti 13/02/2018 - 11:37

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CVD

Savino Spina 13/02/2018 - 11:22

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