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Il nuovo mondo

Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso. Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, s'infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine…
e l’autobus, con la sua anima di ferro, sembrava l’unico vero protagonista della giornata.


Il bisonte corazzato si tuffava nelle pozzanghere, rovesciando valanghe d’acqua sporca sulle auto, le quali agitavano i tergicristalli... nella vana ricerca un mondo più pulito.
Il caos della strada faceva cornice per la confusione che ronzava nei pensieri della bella Lucia, forse ancora più bella, con quei grandi occhioni scuri… umidi di lacrime.
“Bella si… ma triste” pensava Il giovane Armano, l’autista, che la osservava come sempre dallo specchietto retrovisore; mentre la Lucia, che solitamente preferiva rimanere in piedi, si era seduta in fondo la corriera.


Fermata dopo fermata, gente che saliva, gente che scendeva… finché la nebbia avvolse ogni cosa.
Armando seguiva un retronebbia rosso, mentre Lucia, ormai l’unica passeggera, era sprofondata nell’atmosfera surreale di quel pullman vuoto.
La luce rossa scomparve, e Armando seguiva passo passo il tratteggio di una linea bianca in mezzo alla carreggiata.
Poi scomparve il traffico, non un rumore, non un segnale.
L’asfalto divenne d’improvviso strada bianca, mentre la linea di mezzeria mutava in una striscia d’erba alta che accarezzava il paraurti.
Avevano perso la strada.


La nebbia si sollevava lasciando spazio al bosco di betulle, carpini, aceri e robinie… e al profumo del muschio.
Lucia si lasciò andare a un sorriso.
Armando non credeva ai suoi occhi.
Avevano trovato la loro strada…
Il nuovo mondo.




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Opera scritta il 16/07/2016 - 19:46
Da Francesco Gentile
Letta n.1755 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Racconto che sembra reale nella sua ponderatezza e nella sua espressivita'...
IL MIO ELOGIO E LA MIA LIETA DOMENICA FRANCESCO.
*****

Rocco Michele LETTINI 17/07/2016 - 11:35

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Il tuo racconto mi é piaciuto molto *****

Angela Randisi 16/07/2016 - 21:14

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Bel racconto...complimenti

Sildom Minunni 16/07/2016 - 20:12

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Bel racconto...complimenti

Sildom Minunni 16/07/2016 - 20:12

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Ciao Francesco,
un bel racconto che mi fa venire in mente un episodio della mia gioventù, quando mi toccava d'accompagnare i turisti dell'Akademische Studienreisen nei primi giri di Sicilia.L'autista aveva trasformato il pullman in una elegante garconniere, dove non mancava il bar per gli incontri serali mutissimi con le belle tedeschine del dopocena.Un'esperienza con lo stesso finale dei tuoi protagonisti.
Bravo come sempre. Ciao.

salvo bonafè 16/07/2016 - 20:06

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