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Insensato sogno

Questa storia comincia di domenica
e non poteva cominciare in un altro giorno
Credo che i migliori propositi si facciano di domenica.
Credo che Ulisse sia tornato di domenica.
Domenica per me è sempre stata una giornata particolare.


Più che una storia quello che mi appresto a raccontare
è il contenuto di un sogno astruso e senza senso (che ho trasformato in una sorta di scioglilingua), uno dei tanti che mi perseguitano nei fine settimana, chissà forse un segnale del mio sub-conscio, come un urlo nella notte, un invito a sfuggire dalla realtà di tutti i giorni, quella realtà che mi aspetta il lunedì successivo con l'inizio di una dura ed estenuante settimana lavorativa che si concluderà col prossimo week end.


Sotto la Bastiglia sul golfo di Biscaglia
un dì fuori dal tempo col bisbigliar del vento
alle dormienti foglie a bulbi di bacciglie
stanco mi fermai e mi addormentai.


In un universo senza senso mi ritrovai
ricco di magia e irrazionale fantasia
un'isola d'oltremare tra realtà e irreale.


Immaginaria distesa nell'etere sospesa
una torre di Babele di caffelatte e miele.


Campi gravitazionali, dimensioni parallele
di polveri e ragnatele
energizzanti interazioni e irradianti radiazioni.


Realtà nascoste uguali e contrapposte
aragoste indisposte ormai decomposte
pescate su anguste coste
miste a caldarroste cotte senza croste
e ad agosto foto mosse e sovraesposte.


Proposte presupposte, domande predisposte
e risposte scomposte,
ciniche supposte prese senza soste
per non pagar le imposte.


Spazi colossali ricchi di animali
bagliori nucleari, profondità abissali
e aurore boreali.


Gemelli diversi ritrovati e persi
amanti perversi dati per dispersi,
ricordi nostalgici, erotici psicofarmaci,
politici pornostatici e spot per profilattici.


Trentatrè puttane trentine in fermento
uscite da un convento
in fila per tre entrano a Trento
dove tre racchie adescatrici
su macchine obliteratrici
magre come alici infelici
passeggiano felici in cerca di amici.


Un mondo di granaglie foreste d'aghifoglie
campi di spighe spoglie e spie senza più voglie


intrichi di ramaglie e alberi senza foglie
piante di magnolie distese di salsapariglie
e vecchie lavastoviglie senza più maniglie.


Una meraviglia che nulla eguaglia,
gentaglia che gozzoviglia tra sterpaglie e pattumaglie


soldati di pattuglia armati di zagaglia
che persa la battaglia per rappresaglia
vigilano controvoglia suonando la mitraglia.


Cavalli di Cornovaglia senza briglie,
legati alle caviglie e alle famiglie
col fil di paglia che l'imbavaglia,
gareggiano planando e scoreggiando
su montagne di anticaglie, ciarpame e cianfrusaglie.


Un'accozzaglia
di danzatrici di Marsiglia e ballerini di Siviglia
vestiti di calzamaglie di frattiglia disposti a squadriglie
nella fanghiglia di gelato alla vaniglia ormai ridotto a poltiglia


a malavoglia per le vie di Ceglie
ballano quadriglie su fondi di bottiglie,
ed è tutto un parapiglia, chi si lascia e chi si piglia.


La tromba suona un mambo
poi la rumba e una samba
da bailar con una gamba
tra le spire di un mamba.


Streghe senza voglie nè figlie
e senza sopracciglia,
fate con le doglie vestite da coniglie
coi fermagli decorano conchiglie
a forma di chincaglie di crema di millefoglie.


Vermiglio il fior germoglia su matasse di ciniglia
mentre l'intagliator che la paglia intaglia si taglia e s'imbroglia
si ripiglia e s'impiglia l'assottiglia ma non l'impaglia,
l'equivoco s'imbriglia, s'attorciglia e non si sbroglia.


Vola la quaglia sulla muraglia
dove il cuoco armato di ferraglia
l'aglio sminuzzaglia per la brodaglia
di risotto alla sbirraglia divenuta una poltiglia.


Un capofamiglia di Ventimiglia che tartaglia,
vestito di vestaglia che non smaglia,
al vento bisbiglia che i capelli gli scompiglia,


serraglia la maglia al can che gli assomiglia,
che morde e non abbaia sbadiglia e non sorveglia,
lo prende, lo striglia e lo sguinzaglia.


S'accende la schermaglia,
la perfida canaglia la freccia in alto scaglia,
sempre piu' sù si staglia
sinchè s'incaglia sulla falsachiglia dell'ammiraglia
d'una flottiglia in guerriglia, che perciò deraglia


con l'asino che raglia vicino a una tovaglia
appesa alla soglia d'una casa spoglia
fatta di paglia, costruita sulla faglia.


S'è fatto giorno, è alba di veglia,
nel dormiveglia suona già la sveglia,
appagar vorrei le voglie che una dolce moglie
generosa raccoglie, le coglie sì ma non le toglie....




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Opera scritta il 18/05/2018 - 12:37
Da Vincenzo Cassano
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