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La coccarda tricolore

Rivedo una bambina che andava
verso casa , la cartella in una mano
e nell’altra il cestino vuoto.
I suoi quaderni non avevano
copertine colorate né foto
di qualche personaggio dei cartoni,
ma erano tutte nere con una
targhettina bianca su cui
scriveva il suo nome e la materia.
I fogli non avevano orecchie,
soprattutto quelli di bella calligrafia.
I polpastrelli delle sue mani
erano sempre neri d’inchiostro
ed il pennino con cui scriveva
era quello a cavallotto.
Tornava a casa nel suo grembiulino
nero col fiocco rosso che
spiccava sul coletto bianco.
Da lontano vedeva sua madre,
che l’aspettava fuori dal portone,
la quale scorgendo la coccarda
tricolore appuntata sul suo petto
esclamava tra sé e sé:
“St’arrivan o Sinnaco”, orgogliosa
di sua figlia, anche quel giorno
era stata la più brava della classe.



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Opera scritta il 25/03/2020 - 11:44
Da santa scardino
Letta n.852 volte.
Voto:
su 9 votanti


Commenti


Dolcissimi ricordi, bella nella semplicità delle scene.

mare blu 28/03/2020 - 22:00

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Faccio parte di quella generazione e ti dico che ne rimpiango i momenti vissuti, sempli ma bellissimi anche se colmi di ingenuità. Grazie di questa dolcissima poesia.

Francesco Scolaro 27/03/2020 - 10:45

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Teneri ricordi ... che sanno del libro "Cuore"!

Ida Falconeri 27/03/2020 - 07:42

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Poesia racconto Molto bella coinvolgente.
Ancora complimenti..

Salvatore Rastelli 26/03/2020 - 08:10

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Un ringraziamento circolare a tutti voi.

santa scardino 25/03/2020 - 18:41

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Bellissime le immagini evocate da questi versi, immagini che riportano indietro nel tempo e anch'io in essi mi riconosco (anche se non ero la prima della classe) Docissima e bella, complimenti!

lidia filippi 25/03/2020 - 18:39

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Piaciuta molto, una poesia di grande spontaneità ed impatto emotivo. Quella patina di antico è il pregio di questa poesia, ed è merito tuo averlo dato a tutti i versi...

Giacomo C. Collins 25/03/2020 - 18:06

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Candore, parole nutrite da quello che è stato costruito e vissuto.
Pulsa.
Ciao Santa

GiuliaRebecca Parma 25/03/2020 - 17:41

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Giusto per usare termini metaforici: il verseggiare è come un lecca lecca in tasca e che hai tirato fuori per fuggire dal presente e per tornare tra le braccia di chi ti ha amato tantissimo. Ci offri una poesia che è sinonimo sia di semplicità e sia di delicatezza con un atteggiamento di desiderio di condivisione, parole che mirano nel lasciarle entrare dentro di noi, accogliendo le immagini/flashback che suscitano sensazioni ed emozioni. Brava!

Giuseppe Scilipoti 25/03/2020 - 17:39

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Ciao "piccola" Santa, questa poesia l'ho trovata spontanea, genuina, i versi li reputo uno sguardo indietro verso gli anni in cui la purezza dello sguardo, la semplicità degli accadimenti e la voglia di vivere non conoscevano limiti e condizionamenti. Ed e qui che su certi "versi" scaturisce la nostalgia oltre quell'indelebile ricordo.
(segue disamina)

Giuseppe Scilipoti 25/03/2020 - 17:38

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Bellissima, c'è dentro una vita di ricordi e sentimenti veri.
Complimenti

Mirko D. Mastro(Poeta) 25/03/2020 - 16:13

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I tuoi ricordi non sono certo frutti di fantasia nello scrivere questa bella poesia .

Francesco Cau 25/03/2020 - 16:12

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Ricordo riportato alla luce con una struggente poesia che ci parla anche di un passato che aveva valori diversi dagli attuali.Tenere figure quelle della bimba e della mamma.
Bravissima Santa!Ciao

Anna Maria Foglia 25/03/2020 - 14:54

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