Pioggia d'agosto
Fu la pioggia d'agosto a portarmi lontano da te.
Una pioggia incessante che spazzò via ogni cosa: gli ultimi ombrelloni sulla spiaggia, i lettini abbandonati e un grande amore.
Quella spiaggia aveva visto i momenti più belli della nostra estate, dai primi sguardi alle parole dette piano, fino ai timidi baci sugli asciugamani ascoltando “E tu” di Claudio Baglioni.
Non fu facile conoscerci perché né la tua timidezza, né la mia insicurezza avevano aiutato il nostro incontro.
Però ti avevo notato sin da subito, mentre scendevo al mare con gli amici, felice e spensierata dopo gli esami di maturità, con la mente proiettata verso un’estate da vivere appieno, senza progetti per il futuro.
Avevo diciott’anni e in quel momento volevo solo godermi i giorni leggeri di agosto, ma poi…arrivasti tu.
Bello, abbronzato, splendente sotto i raggi del primo amore, per me che non sapevo ancora cosa fosse l’amore.
Quell’estate lo imparai, ma all’inizio non riuscii a farmi largo tra lo stuolo di ragazzine che ti giravano attorno come api al miele.
Anche tu mi avevi notata, me lo confessasti più tardi tra parole sussurrate e sguardi eloquenti.
Vivemmo gli ultimi giorni d’agosto nel tempo sospeso degli innamorati, sentendo che l’estate scivolava via come sabbia tra le mani.
Fu quel temporale a ricordarcelo, quando vortici di nuvole rabbiose dispersero le promesse di due giovani amanti.
“Mi chiamerai, ti chiamerò. Non posso fare a meno di te…”
Arrivò settembre e tra gli impegni di tutti i giorni le telefonate si diradarono, ma la pioggia d’agosto trasformò la nostra storia in un ricordo indelebile.
Il ricordo del primo amore.
Una pioggia incessante che spazzò via ogni cosa: gli ultimi ombrelloni sulla spiaggia, i lettini abbandonati e un grande amore.
Quella spiaggia aveva visto i momenti più belli della nostra estate, dai primi sguardi alle parole dette piano, fino ai timidi baci sugli asciugamani ascoltando “E tu” di Claudio Baglioni.
Non fu facile conoscerci perché né la tua timidezza, né la mia insicurezza avevano aiutato il nostro incontro.
Però ti avevo notato sin da subito, mentre scendevo al mare con gli amici, felice e spensierata dopo gli esami di maturità, con la mente proiettata verso un’estate da vivere appieno, senza progetti per il futuro.
Avevo diciott’anni e in quel momento volevo solo godermi i giorni leggeri di agosto, ma poi…arrivasti tu.
Bello, abbronzato, splendente sotto i raggi del primo amore, per me che non sapevo ancora cosa fosse l’amore.
Quell’estate lo imparai, ma all’inizio non riuscii a farmi largo tra lo stuolo di ragazzine che ti giravano attorno come api al miele.
Anche tu mi avevi notata, me lo confessasti più tardi tra parole sussurrate e sguardi eloquenti.
Vivemmo gli ultimi giorni d’agosto nel tempo sospeso degli innamorati, sentendo che l’estate scivolava via come sabbia tra le mani.
Fu quel temporale a ricordarcelo, quando vortici di nuvole rabbiose dispersero le promesse di due giovani amanti.
“Mi chiamerai, ti chiamerò. Non posso fare a meno di te…”
Arrivò settembre e tra gli impegni di tutti i giorni le telefonate si diradarono, ma la pioggia d’agosto trasformò la nostra storia in un ricordo indelebile.
Il ricordo del primo amore.
Paola Salzano.
Opera scritta il 21/08/2026 - 11:54Letta n.48 volte.
Voto: | su 1 votanti |
Commenti
Come si dice: "il primo amore non si scorda mai" edin questo racconto è descritto molto bene.
Complimenti Paola, bella scrittura..

Complimenti Paola, bella scrittura..

Maria Luisa Bandiera
21/08/2026 - 16:25 --------------------------------------
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