tra le Alpi Carniche ed il Tagliamento,
lo sposo perduto le affidò il focolare:
i figli, la terra, i boschi e gli animali.
Lei, Emma, superò due guerre;
non indietreggiò nemmeno
davanti ai tedeschi armati.
Con un figlio al fronte,
vide i cosacchi depredare casa.
Una vita dura le disegnò il volto.
Donna, votò per la Repubblica libera della
Carnia.
Ricca d'una saggezza antica,
con cura custodì i semi della vita:
germogli che divennero meleti,
ciliegi, noci ed abeti.
Fiera, non volle mai abbandonare la Carnia
e quel casolare in pietra e legno.
Le erano cari i suoni della valle,
il profumo degli alberi, il canto degli uccelli,
le api nelle arnie
e il profumo delle rose antiche nel cortile.
Là a mezzogiorno, nell'ora più calda,
giungevano a valle le voci
di chi stava più a monte:
ed era, anche a distanza,
sentire comunione e fratellanza
nell'ora del pasto.
L'odore dell'erba appena falciata d'estate,
del fieno raccolto
e, di rimando, della terra
mai le avrebbe fatto lasciare quel posto,
in questo lascito fedele al suo sposo.
Tutto, dolcemente, invecchiò con lei,
anche gli ultimi compagni di vita:
il piccolo volpino dal manto bianco
e color del tramonto,
dagli occhi lucidi e carezzevoli,
e le gatte dal manto bianco
chiazzato di nero e color del tramonto.
Ora pioggia, sole e neve cadono,
senza pietà,
nella valle abbandonata.
Caprizzi, Comune di Socchieve (UD)
In memoria di mia nonna Emma,
roccia silenziosa e fiera della Carnia.
A lei che non piegò la testa davanti alla
tempesta della Storia,
e con amore infinito seppe custodire i profumi
della sua terra,
il calore del focolare e i segreti della vita.
La terra ti sia lieve, custode immortale della valle.
Poesia scritta il 16/08/2026 - 15:35Voto: | su 0 votanti |
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