Raggio al crepuscolo
Si scordò quasi per un tempo incerto
in quel romitorio accidentale
quale fosse il suo compito,
fin quando accadde
che iniziò l'inverno e il gelo
scese tutto attorno
ma non dissolse il suo rimuginare.
Si accorse della canna di pistola,
in quel romitorio accidentale
quale fosse il suo compito,
fin quando accadde
che iniziò l'inverno e il gelo
scese tutto attorno
ma non dissolse il suo rimuginare.
Si accorse della canna di pistola,
e il foro sull'abisso mandava luce
a illuminarne, come avesse un volto,
quel grigio e assenza di paura.
Così tornò a filtrare da una nuvola
lasciando nel rispetto di quella
zona d’ombra di indefinito campo
un corpo, un altro ancora
al fascio di un lembo di lenzuola.
(da Proseria, M.D. Mastro a quattro mani con l’autrice A. Cenni)
Poesia scritta il 01/08/2026 - 04:50Letta n.8 volte.
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