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La Pudicizia

Ha il capo scostato. Il viso,
scorto di lato, è un incanto.
E lo sguardo fisso nel vuoto che
trascende,
come una Venere che offre il
corpo alla visione.
Bellezza prorompente fatta di
curve e mistero:
i seni turgidi,
il ventre a baia di luna,
i sandali ad ornare i piedi,
e quel velo sinuoso che poggia
come inviolabile seta.


Armoniosa la posa,
adornate le mani ed il pube
da una fila di rose
racchiuse da pizzo elegante.


Appaiono sul basamento
i simboli corali che assurgono
all'Alta Sapienza,
e quel Noli me tangere
che Cristo pronunziò alla
Maddalena.


Di grande meraviglia si tratta:
marmo che carne diviene,
a immortalare un fiore
che la morte adombrò,
fissandolo giovane in eterno.



Piccola nota: è la statua della Pudicizia (o verità velata), opera realizzata nel 1752 dallo scultore veneto Antonio Corradini, morto quello stesso anno. Si trova nel Museo Cappella Sansevero a Napoli assieme ad altre due celebri opere: la statua del Cristo velato e la statua del Disinganno.


La statua rappresenta Donna Cecilia Gaetani dell'Aquila d'Aragona, nobildonna di straordinaria bellezza, figlia della poetessa e mecenate Aurora Sanseverino e madre del committente Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, inventore ed esoterista. Fonti storiche convergono nel dire che morì a meno di un anno dalla nascita del figlio, avvenuta il 30.01.1710, mentre la sua scomparsa è datata nel dicembre dello stesso anno. Per onorare la madre, il principe commissionò l'opera.


La statua ha lo sguardo perso nel tempo, a denotare un'esistenza troncata troppo presto, insieme ad altri simboli: l'albero della vita e la lapide spezzata posta di fianco. Al tema della vita e della morte fa riferimento anche il bassorilievo sul basamento, con l'episodio citato nel Vangelo del Noli me tangere, proferito da Cristo alla Maddalena. Letteralmente "non mi toccare" o "non mi trattenere", è la frase che Gesù risorto rivolse a Maria Maddalena quando lei, riconoscendolo, tentò di abbracciarlo. Quello di Gesù è un invito a superare la dimensione terrena per quella nuova spirituale.




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Racconto scritto il 27/07/2026 - 16:34
Da Milena Bortoluzzi
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