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Eugenio Montale

Entra di soppiatto l'angoscia ad
Umiliare il quotidiano vivere e a
Gravare corpo
E anima.
Non dà scampo...
Intorno
Ogni cosa s'addorme ed il
Male solitario s'insidia, e
Ogni cosa perde grazia.
Nei viottoli a mare si
Trascina questo moto che grava ed
Ammuta ogni cosa,
Lasciando dietro sé vuoto
E dolore.



Acrostico (componimento mnemonico).


Piccola nota: omaggio ad uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, ex senatore della Repubblica Italiana, scrittore, traduttore, giornalista, critico musicale, critico letterario ed anche pittore.
Vincitore del Premio Nobel nel 1975 per la Letteratura.
Montale è il poeta del male di vivere, una sofferenza che impregna anche il mondo circostante: è il dolore cosmico, universale.
L'unica salvezza possibile, dinanzi alla disperazione e all'infelicità dell'uomo, è l'imprevisto, la maglia rotta nella rete che permette di uscire da quell'immobilismo e comprendere il senso profondo delle cose.
La maglia rotta nella rete... che però è rara ed effimera; in attesa di trovare il varco è necessario operare il distacco dalle sofferenze del mondo.
Portami il girasole ch'io lo trapianti è la richiesta di trascendere il male e portare luce.
Questo fiore che con la sua forza e vitalità d'immagine conduce l'uomo verso quello spiraglio ambito, lo toglie dal tormento di vivere e lo porta a raggiungere una dimensione assoluta di luce.
È lirica folgorante, un capolavoro.
Altre poesie che voglio ricordare: Meriggiare pallido e assorto, I limoni, Spesso il male di vivere ho incontrato, Non chiederci la parola e la struggente poesia: Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale; nella quale viene trattata la quotidianità, il viaggio condiviso con la moglie, vera guida spirituale grazie alle sue "vere pupille".
Una particolarità della sua poesia: le emozioni non vengono mai dichiarate o spiegate ma vengono affidate ad oggetti o elementi concreti del paesaggio... il rivo strozzato... la foglia riarsa... il così chiamato correlativo oggettivo.




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Racconto scritto il 11/07/2026 - 20:45
Da Milena Bortoluzzi
Letta n.159 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Francesco... grazie.

Milena Bortoluzzi 12/07/2026 - 10:16

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Colgo l'occasione anche per ringraziare chi assieme a questoa volta per altre due volte ha considerato pessimi i miei scritti, buona poesia.

Milena Bortoluzzi 12/07/2026 - 10:11

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Si avverte tutto quanto il malessire di vivere di questo grande poeta nel tuo bellissimo acrostico, ciao

Francesco Scolaro 12/07/2026 - 10:11

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