Sale e inchiostro
Luigi Pirandello
arrivò alla riva quando
il mare era ancora indeciso
se essere tempesta
o specchio.
Da una parte le onde
si rompevano, rumorose, salate.
Dall’altra il faro era spento,
e la sua luce
dormiva nell’acqua.
In mano aveva due cose:
i palmi aperti e una piuma.
Con i palmi poteva tuffarsi.
Con la piuma
poteva fermare tutto.
Rimase lì a lungo.
Se entrava,
nessuno
avrebbe raccontato
il rumore dell’acqua.
Se scriveva,
nessuno avrebbe sentito
il freddo addosso.
Alla fine
fece una cosa semplice.
Si bagnò le dita nel mare
e poi le passò sulla piuma.
L’inchiostro si sciolse,
diventò blu.
Tracciò un solo segno
sulla sabbia bagnata:
un cerchio.
Dentro c’era il fuoco
che aveva rischiato,
e fuori il silenzio
con cui l’aveva guardato.
Poi l’onda arrivò
e se lo portò via.
Non rimase niente,
tranne il sale sulle mani
e la certezza
di aver vissuto e scritto
nello stesso istante.
Chi vive solo, si dimentica.
Chi scrive solo, si inventa.
Chi fa entrambe le cose...
lascia sale sulle mani
e inchiostro sulla sabbia.
Sabina Patruno
Poesia scritta il 03/07/2026 - 03:48Voto: | su 0 votanti |
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