che cerca l'accordo con l'amore immenso.
Libertà e solitudine cercate
per modulare le tensioni,
le moltitudini interiori
che da sempre accompagnano l'uomo.
In un giorno d'estate,
un giovane è solo con il suo pianoforte
in un'incantevole radura dell'Alpago.
Davanti ai monti Messer e Antander,
nel magico silenzio di faggi secolari,
connette la sua anima al tutto.
Dalle corde vibrano note:
lo spirito si allarga
al cospetto di quel tempio naturale.
È una sinfonia che amplia i confini,
dove il giovane richiama a sé il bambino,
nell'esplosione del suo essere poliedrico.
Scorre la vita vissuta fin qui, nella musica.
Dalle campagne bellunesi,
dai concerti nei prati, nei rifugi, nei fienili,
fino al richiamo di Milano, Londra, Parigi.
Dentro di lui, però, la solitudine affiora,
un malessere che
a volte si fa peso sul cuore.
Ma lassù,
i tramonti davanti al Civetta
o l'ombra di un prato ai piedi del Pelmo
lo richiamano,
lo trattengono,
lo proteggono.
Lassù preparerà l'anima
a riconnettersi con il mondo.
Piccola nota: il pianista citato è il giovane talento bellunese, Paolo Fornasier, unione rara di pianismo classico, composizione per immagini e produzione elettronica.
È un artista totale che vive la musica senza confini tra i generi. È compositore, pianista, creatore di colonne sonore e produttore; dotato di orecchio assoluto: suona, improvvisa e compone fin dall'età di cinque anni.
Diplomato in Pianoforte, Composizione e Musica per le immagini.
La radura citata in Alpago è Pian Formosa, che si trova ad un'altitudine di circa 1.220 m. sul livello del mare, ai piedi dei monti Messer e Antander nel comune di Chies d'Alpago.
Poesia scritta il 02/08/2026 - 17:13Voto: | su 0 votanti |
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