l\\\' arciere
Sta il prode arcier a tender il duro arco
E il pizzicor della corda gia’ freme di scagliar la freccia al proprio
Segno!
Voli fulminea lucida sagitta a cercar la tua dimora
Fendi cielo e terra ,finche’ ti resti di te solo il sibilo sottile.
Sotto i torrioni del castello antico s’accalca la folla del nemico
Crudele,tu arciere paladin del vero difensor del popolo
Segni uno a uno col tuo rapido scoccar le vite da spegner
Cadon un sul l’altro gli attoniti guerrier
Che gia’ assaporavan l’altrui delizie
Case e terreni donne e fanciulli di porre in ceppi.
Sembran quelle carcasse come fieno!
Quando s’accatastan alte balle mucchi a mucchi!
Un ronzio che stordisce breve come un frullar d’ali
E poi nulla piu’ silenzio e pianto,giusto
O inganno ma solo carne compunta stremata.
Lacera l’aere d’intorno la freccia che vola al
Passo di guerra,e come fulmine squarcia in fortunali
L’eterna quercia cosi lei dinuda i cuori e i pensieri
Di color che a lei si piegan e temon colpo.
Arciere e freccia un sol respiro una sola anima
Lui in quella si fissa e s’affida
E spera che la punta vada profonda
Il legno s’affonda nel tirator
Reca il vero se ei sia giusto
O vendetta se quel pianse affronto!
Nel clamor della pugna non v’era
Piu ‘frontiera eravate padrone dei destini
Dei disii della spe’ di riveder la sera!
Al canto di pace dormon l’un e l’altra
Ma se marte move pie’
Allor arcier tendi l’arco
E lei è gia li tua compagna e sorella
E il pizzicor della corda gia’ freme di scagliar la freccia al proprio
Segno!
Voli fulminea lucida sagitta a cercar la tua dimora
Fendi cielo e terra ,finche’ ti resti di te solo il sibilo sottile.
Sotto i torrioni del castello antico s’accalca la folla del nemico
Crudele,tu arciere paladin del vero difensor del popolo
Segni uno a uno col tuo rapido scoccar le vite da spegner
Cadon un sul l’altro gli attoniti guerrier
Che gia’ assaporavan l’altrui delizie
Case e terreni donne e fanciulli di porre in ceppi.
Sembran quelle carcasse come fieno!
Quando s’accatastan alte balle mucchi a mucchi!
Un ronzio che stordisce breve come un frullar d’ali
E poi nulla piu’ silenzio e pianto,giusto
O inganno ma solo carne compunta stremata.
Lacera l’aere d’intorno la freccia che vola al
Passo di guerra,e come fulmine squarcia in fortunali
L’eterna quercia cosi lei dinuda i cuori e i pensieri
Di color che a lei si piegan e temon colpo.
Arciere e freccia un sol respiro una sola anima
Lui in quella si fissa e s’affida
E spera che la punta vada profonda
Il legno s’affonda nel tirator
Reca il vero se ei sia giusto
O vendetta se quel pianse affronto!
Nel clamor della pugna non v’era
Piu ‘frontiera eravate padrone dei destini
Dei disii della spe’ di riveder la sera!
Al canto di pace dormon l’un e l’altra
Ma se marte move pie’
Allor arcier tendi l’arco
E lei è gia li tua compagna e sorella
Corrado cioci

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