scappa via in fretta,
insensata e truce.
Abbassa la testa smemorata,
non s’avvede
del dono della luce.
Non alza mai lo sguardo in cielo,
non scorge nemmeno,
non ode, non percepisce
alcunché di consistenza.
Cerca nel nulla e nella vanittà
ciò che non ha
più il senso dell’eternità.
Se tu, l’altro,
un amico, o la gente tutta
non comprende il dono
della Luminosità,
lo prenderò tutto per me
questo Sole della vita.
Io l’amo e l’aspetto ogni mattina all’alba
per baciarlo e raccontare
la mia storia mai finita.
Il Sole luminoso m’ascolta sempre
con pazienza e generosità.
Ragiona con me,
dei suoi misteri,
quelli dell’immortalità.
Assieme facciamo i tuffi negli oceani,
saliamo sui monti per rincorrerci sui nevai;
per ridere sulle gioie della vita
e sbaragliare le foschie
della inutile meschinità.
Il Sole adesso lo so è tutto mio.
Mi viene regalato per magia
da qualcuno che ogni mattina
bussa dolcemente
e con insistenza,
nel cuore di casa mia

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