Dall’angolo della memoria remota
sei apparsa nel mio sogno,
con mura un po' sgretolate, porte, finestre sbiancate,
occhi semi accecati.
Vetusta nell’ombra del noce immersa,
vicino al pozzo, con fresca acqua tersa.
sei apparsa nel mio sogno,
con mura un po' sgretolate, porte, finestre sbiancate,
occhi semi accecati.
Vetusta nell’ombra del noce immersa,
vicino al pozzo, con fresca acqua tersa.
Bisbigliano qualcosa l’infanzia e la giovinezza,
mi guardano con rimprovero o compassione?
Mi ha portato il sogno e non per
cercare spiegazione,
ho percorso tante strade, tante frontiere,
per orientamento guardavo il sole, il firmamento.
Fuori alba, vespero nel sogno,
mi sveglio o mi addormento,
sono arrivata o me ne sono già andata?
Inutili domande,
l’orologio dell’universo è preciso e disadorno
e la via- senza ritorno.

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Commenti
Testo molto piaciuto. Brava Darina.
Anche la malinconia e poesia.
Anche la malinconia e poesia.



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Malinconicamente nostalgica.
Brava!
Brava!



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