RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
Io sto bene così. ogni tanto ti penso, lo ammetto, se pur raramente. Quando ti incontro per strada che tu sia con la tua nuova ragazza o da solo, non mi fa alcun effetto. Ogni tanto ti penso, lo ammetto. Ma non mi ritrovo sulle nuvole fantasticando su ciò che saremmo potuti essere, su ciò che siamo stati e su ciò che non saremo più ma è un pensiero leggero, come se pensassi alla lista della spesa, a ciò che dovrò fare durante la giornata. Un pensiero che non penso, un pensiero che non mi pesa, che non mi distrae dalle mille cose che avrei da fare. Un pensiero che non mi fa sorridere nè piangere. Passivo. Ogni tanto ti penso, lo ammetto, e proprio questo mi fa capire che io non ti amo più. Se immagino me e te nello stesso letto, il letto di colpo diventa troppo stretto. Se immagino io e te a vivere nella stessa casa allora quest'ultima comincia ad essere troppo piccola. Non ti vedo più come l'unico uomo perfetto per me, anzi, spesso mi domando cosa mi spingeva a pensare che tu lo potessi essere. Non abb... (continua)
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IO, IRMA E L\\\'ALTRA “ Che c’ha Paolo?”
“ Boh, sembra l’abbiano bastonato.” Eravamo alla terza delle quattro ore concesse per il compito in classe di italiano, in quella piccola aula, a dire la verità il camerino dell’aula magna, uno spazio alquanto piccolo ma sufficiente per noi quindici alunni della quarta B, relegato lontano da tutto e da tutti nell’istituto tecnico commerciale, e che tornava molto utile per disperdere nei corridoi vuoti le nostre risate e le nostre urla. Confesso, l’avevamo deriso, considerando la sua sensibilità ed il suo dolore stupide debolezze, ma da lì eravamo partiti nel raccontare dei nost... (continua) ![]() ![]() ![]()
Ipnosi sento il fischiettio del treno, mi avvicino al binario, salgo le scale e trovo un posto nella carrozza più calda. ancora assonnata e pensierosa osservo le persone che viaggiano con me e immagino la loro vita: quella ragazza seduta due posti più in là ha gli auricolari alle orecchie ed ascolta musica a volume alto, quasi volesse coprire il suono dei suoi pensieri mentre guarda gli alberi scorrere fuori dal finestrino. Sul sedile affianco c'è uno zaino, starà andando a scuola, o forse ne è appena scappata.
a metà viaggio si siede vicino a me una signora: "posso?" mi chiede sorridendo. ho sempre apprezzato questa domanda di cortesia, nonostante non sia dovuta, è un po' come chiedere "posso condividere con te questo viaggio?". Rispondo annuendo e accennando un sorriso. Ha un bell'aspetto, una di quelle signore che nonostante l'età ama truccarsi e tenersi in forma, in pace con sè stessa. Una volta seduta anche lei comincia a guardare fuori dal finestrino, come se qu... (continua) ![]() ![]() ![]()
Isola indòmita Ho carezzato i tuoi solchi anneriti,
posando le mie mani lievi, per non farti troppo male, lì, dove la ferita sanguina ancora. Ho sentito il tuo cuore gemere e il tuo grido silenzioso attraversare confini e mare... per arrivare e scuotere milioni di anime. Terra bruciata,derisa e calpestata da chi non sa amarti, perché il suo piccolo sé, è devastato da orchi primordiali e non capisce il valore del tuo pianto. La rugiada stamattina ha bagnato ![]() ![]() ![]()
Ivan Graziani,un po’di pietà per il tuo chitarrista Opera non ancora approvata!
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Jack Il suo nome era (ed è tuttora! ) Filippo, per gli amici, Jack. E, dai tempi della scuola, fin da bambino, tutti lo chiamavano in diversi modi: Fil, Pippo, Pipino e anche Filippino. Sapevamo bene che odiava i soprannomi e i diminutivi. Ma a noi che...
Quella mattina, durante la lezione di matematica, il professore chiamò proprio lui alla lavagna, Filippo. "Signor Rossi, ci disegni un triangolo rettangolo. Filippo, il signor Rossi, disegnò la figura e rimase immobile a guardare la sua opera. Dopo qualche secondo il professore, come suo solito, tuonò: "Dia un nome a quel triangolo! Bastava mettere ABC sui tre vertici e Filippo, lo sapeva bene. Ma lui no! Quella mattina no! Disegnò una nuvoletta sopra il vertice superiore, come quelle dei fumetti e scrisse dentro: "Il mio nome è Jack. Poi si voltò verso il professore, mostrando tutta la sua soddisfazione. Venne richiamato dal Direttore d'Istituto ed ebbe qualche nota di demerito. Da quel giorno lo chiamiamo Jac... (continua) ![]() ![]() ![]()
Opera non ancora approvata!
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KOCIS Kocis. Per noi ragazzini del quartiere questo era il nome di Mario “el barbè”.
Mi portava mio padre “Tra quanto passo a ritirarlo?” Quel “ritirarlo” ero io, quasi come un pacco e come tale venivo trattato. “Siediti lì ! No ! Non sulla poltrona, sullo sgabello, prenditi Tex o Topolino e fai il bravo!” mi diceva Mario con sussiego assicurandosi che mio padre, conosciuto da tutti come “el prestinè” lo sentisse. Dal mio sgabello puntavo la poltrona girevole bianca e nera dove si accomodavano gli uomini per essere sbarbati o per il taglio dei capelli. Quella poltrona mi piaceva perché era come una giostrina sulla quale contavo che se avessi seguito tutti i comandi di Mario, poi, mi avrebbe fatto fare due o tre giri. Sul tavolino c’erano sempre La Gazzetta, Il Giorno e La Notte quasi a significare che lì dentro c’era tutto quello che dovevi sapere. A volte però qualche uomo bisbigliava all’orecchio di Mario che, interrompendo per un attimo il suo lavoro, scostava una pesante tenda di v... (continua) ![]() ![]() ![]()
L' INCONTRO L’INCONTRO
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Opera non ancora approvata!
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