C’è posta per te
Ti volevo dire… tutto quello che non ti ho mai detto.
Ti ricordi quando tu volevi andare…
e io pure volevo andare?
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quella volta che tu volevi andare al mare
e io in montagna…
poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quando volevi andare al cinema
e io a vedere la partita…
e poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quando mi hai chiesto se potevi restare,
andare, poi tornare…
e poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
Ma adesso te lo dico:
non ce la faccio più ad aspettare!!!... (continua)
Il clown stava lì dove era sempre, sull’odore di vecchia segatura e fili di zucchero fuso alla tomaia delle scarpe che aveva cucite la sua Mara.
Le luci intermittenti sospese rischiaravano il cuoio e la gomma; e sulla suola un pianto che era la sola cosa ancora sua.
Lui che aveva dispensato risa per tutta la vita dietro la lacrima sul cerone.
Col dito strisciava il caramello rappreso al telone lacero, lui che non sorrideva mai su tutto ma nonostante tutto.
La bocca del cannone non custodiva da anni la sua Mara e il sorriso del trucco non gli aveva mai levato il dolore.
Smise di tenere aperti gli occhi domandandosi se le funi dei trapezi potessero raggiungere il cielo.
(da Caldolana, Dominique Noir alias M.D.Mastro)... (continua)
Si comincia qualcosa. Si sceglie, si decide, spesso insieme. Ma poi la vita cambia direzione, si trasforma. E ciò che accade dopo, non ha più nulla a che vedere con quell’inizio condiviso.
Alterarsi con chi ha fatto scelte diverse, che lo hanno reso più tranquillo, è come dire: forse era meglio non prendere quella strada. Ma non si dice, per timore di essere allontanati.
Così si continua a rimuginare, non in silenzio, ma ripetendo. I pensieri si rincorrono, tornano, rimbalzano sulle stesse parole, come se insistere servisse a trovare un sollievo che non arriva.
E quando quel pensiero non smette, diventa impossibile farne a meno. Mancano le stampelle giuste, quel vero supporto capace di sostenere il cuore quando traballa.
PS: Una riflessione intima sul peso delle scelte, sui pensieri che ritornano e sulla ricerca di un sostegno, quando il cuore vacilla. Un cammino emotivo, tra parole che non sempre si dicono.... (continua)
Alfabeto, in qualche parte nascosta dei miei sogni
ho l'anima immersa nei colori, appesa alla parola,
ingoiata d'arcobaleno, respirata dal rosso tramonto.
Migliaia di fiori, abitati da esseri viventi–parlano,
creano cerchi di carta intestata: all'infinito umano.
(racconto breve)... (continua)
La bellezza
La bellezza è
un fiore che sboccia,
una farfalla che danza,
un uccellino che canta.
Un arcobaleno
che colora le nubi,
la neve che scende,
la pioggia che cade.
Il giorno,
la notte.
La bellezza è
nel cielo infinito,
nel mare immenso,
nella luce del sole,
nella luna piena,
nelle stelle cadenti.
Nei monti,
nei fiumi,
nei laghi.
In un volto
che passa
e non resta,
e rimane
dentro di noi.... (continua)