Era il millenovecentosettanta. A Catania in una traversa di Via Etnea abitava una famiglia, il marito cinquantenne, un bel uomo, impiegato al comune, la moglie anche una bella donna di colore, nata a Catania da genitori Etiopi e due adolescenti, il maschio tredicenne e sua sorella undicenne. Una bella famiglia ma con problemi di incomprensibilità tra madre e figli, questi tanto ostinati da non uscire piu con la propria madre, scherno nel colore.
Un giorno di festa la mamma rinuncia alla sortita accusando una indisposizione. Così il padre esce con i due figli che nel frattempo li intavolava una bella romanzina. Intanto che il tempo passava la mamma in casa prepara una inconsueta sorpresa. Adoperando alcuni cosmetici si tinge la propria pelle di bianco.
Incredibile lo sgomento dei tre quando arrivati a casa vedono la propria mamma in quello stato di maschera.
Il marito non apre bocca ma i due figlioli in un pianto strazziante si accosciano alla loro mamma. Lei allunga le sue braccia stringendosi forte al petto i due figlioli chinando la testa indica al marito di avvicinarsi.
Un giorno di festa la mamma rinuncia alla sortita accusando una indisposizione. Così il padre esce con i due figli che nel frattempo li intavolava una bella romanzina. Intanto che il tempo passava la mamma in casa prepara una inconsueta sorpresa. Adoperando alcuni cosmetici si tinge la propria pelle di bianco.
Incredibile lo sgomento dei tre quando arrivati a casa vedono la propria mamma in quello stato di maschera.
Il marito non apre bocca ma i due figlioli in un pianto strazziante si accosciano alla loro mamma. Lei allunga le sue braccia stringendosi forte al petto i due figlioli chinando la testa indica al marito di avvicinarsi.

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Commenti
La eserciti bene la tua memoria. È utile questa rievocazione, a tutti. Un cordialissimo saluto. 



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