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RITROVARLA

RITROVARLA
La tragedia era accaduta alcuni decenni prima: la bambina di quattro anni era uscita da una porticina posta sul retro della cinta della casa, dimenticata aperta non si sa da chi.
Si era pensato si fosse diretta verso il boschetto dove spesso i genitori la portavano a vedere gli scoiattoli e ascoltare gli uccellini.
Si erano fatte massicce ricerche, ma non ci fu niente da fare; della bimba, nessuna traccia.
Si era pensato a un delitto, un rapimento, ma l'opinione prevalente era stata che la piccola avesse attraversato il boschetto, raggiungendo le sponde del fiumicello dove i genitori l'avevano portata alcune volte a vedere le libellule, e fosse scivolata in acqua. 
Negli anni successivi, i genitori della piccola si erano separati, si disse a causa del rinfacciarsi delle responsabilità. La madre era tornata al paese d'origine. Il padre invece era restato, e ogni suo giorno libero lo aveva dedicato al cercare nel bosco e lungo le rive del piccolo fiume. 
Quando poi era andato in pensione le ricerche erano diventate il suo impegno quotidiano, non passava giorno in cui, indifferente al freddo, al caldo, alla pioggia, non si avviasse al mattino per cercare nel bosco e lungo le sponde del fiume, per tornare solo all'imbrunire.
Erano in molti a pensare; anzi, a sostenere apertamente, che il dolore lo avesse fatto completamente impazzire, e che era convinto di poter ritrovare la figlia ancora viva.
Altri, i più, basandosi anche sul fatto che al di là di questa sua ossessione, non aveva mai dato alcun segno di squilibrio mentale, asserivano che sapeva benissimo di non poter ritrovare la figlia viva fra gli alberi, ma che il suo scopo fosse ritrovare il corpicino, illudendosi fosse ancora nascosto in qualche anfratto, o sulla sponda del fiume.
Poi una sera non era tornato, se ne era accorto il vicino e in pochi minuti la notizia aveva fatto il giro del paese. 
Già durante la notte alcune decine di volontari lo avevano cercato con le torce, e poi la mattina successiva furono centinaia le persone che si riversarono nel bosco, in fondo tutti provavano pietà e simpatia per quell'uomo strano così provato dal destino.
Ma ben presto le speranze di ritrovarlo vivo, magari accasciato per un malore, erano svanite, e poco dopo ci si era rassegnati anche a non ritrovare il corpo. A fare ricerche erano rimasti solo i sommozzatori che scandagliavano il fiume. Infatti, anche a causa delle dimensioni ridotte del boschetto, si erano convinti tutti che fosse impossibile non averlo ritrovato, e che quindi per una fatale imprudenza, o per un gesto estremo dettato dal desiderio di raggiungere la figlia, fossero state le acque del fiume a por fine alla vita e portar via il corpo.
Ma poi accadde un fatto strano, inspiegabile: Un gruppo di sei campeggiatori stranieri, che avevano visto le foto dell'uomo e della bambina sulla locandina di un giornale locale, si erano recati nella caserma dei carabinieri per testimoniare di aver visto i due vicino alla sponda del fiume.
Quegli stranieri capivano pochissime parole di italiano, erano convinti che padre e figlia fossero scomparsi assieme pochi giorni prima.
L'interprete spiegò loro che sicuramente si erano ingannati in buona fede, in quanto la bambina era scomparsa ormai da molti anni, e che quindi i due che avevano visto, non potevano che essere persone con una qualche somiglianza.
Ma gli stranieri non si erano arresi, e avevano raccontato la loro versione: Avevano visto un uomo che si era lanciato in acqua per uscirne dopo qualche istante con la bambina in braccio, Era poi passato al loro fianco, piangente e felice, e così la bambina, aveva gridato loro anche alcune parole che non avevano compreso, di una però si ricordavano perché l'aveva ripetuta varie volte, gli stranieri la pronunciavano male, ma all'interprete e ai carabinieri parve di capire fosse "l'ho ritrovata"
Nei giorni successivi, benché interrogati diverse volte, intervistati da decine di giornalisti, i turisti continuarono a ripetere la loro versione senza cambiarla di una virgola.
Erano dei mitomani? Si era prodotta una frattura nello spazio-tempo che aveva permesso al padre di tornare indietro negli anni e salvare la piccola? Il Cielo impietosito aveva voluto riunire il padre alla figlia?
Non si saprà mai. 



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Racconto scritto il 09/11/2022 - 11:22
Da Aquila Della Notte
Letta n.426 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Un grazie alla giuria per l'attenzione a questa modesta mia.

Aquila Della Notte 12/12/2022 - 11:19

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Congratulazioni per il meritatissimo riconoscimento

Marina Assanti 10/12/2022 - 18:52

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gentile e dolce come il nome del tuo fiore, è il tuo omaggio Margherita.
Era solo racconto, ali e talari di poesia, gli hai dato Mirko.

Aquila Della Notte 10/11/2022 - 11:54

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Tutto ebbe inizio ad Est quando
una nuvola abbracciò due vette brune,
con la notte che andava diradando
sul bosco di sempreverdi. Scese piano
la notte e ancora, fin dove si sentì accarezzare sull’uscio rincasando.


Splendido racconto, scritto benissimo e con una chiusa da farne poesia...


Mirko D. Mastro 10/11/2022 - 08:30

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Amo il mistero e questo racconto è colmo di quella speciale suspense che coinvolge totalmente. Con un tocco di delicata magia emoziona e commuove. Complimenti, bellissimo!

Margherita Pisano 09/11/2022 - 20:46

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Marina Assanti 09/11/2022 - 20:28

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Come un tocco di poesia è, Marina, il tuo cortese commento.
Forse più bello del mio, è il tuo romanzo Anna.
E Grazie Mary per il tuo delicato tocco.

Aquila Della Notte 09/11/2022 - 20:18

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Bellissimo e coinvolgente racconto

Mary L 09/11/2022 - 14:10

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Che bel racconto!! Noi della nostra mente usiamo solo un quarto della sua possibilità, dicono che chi l'allena può riuscire a sviluppare poteri quasi medianici. Forse quel padre nella ricerca spasmodica per tanti anni è riuscito ad usare tutta la sua mente per oltrepassare i mondi paralleli dove a volte si nascondono certe anime. Di sicuro, ho romanzato anch'io, ma sarebbe bello crederlo.bravissimo Aquila, bellissimi racconti i tuoi.

Anna Cenni 09/11/2022 - 12:44

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Un testo sospeso nel tempo, un mistero insoluto, ma l'amore oltrepassa qualsiasi confine e trova la strada per ricongiungersi.
Coinvolgente, commovente... catturi il lettore e lo trasporti fino al finale struggente... Bellissimo questo tuo racconto.
Complimentissimi, Aquila della Notte,
un piacere leggerti

Marina Assanti 09/11/2022 - 12:12

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