Le fantasie di Lucifero
Non volevo il trono,
volevo solo una finestra.
Dalle volte d’oro spiavo
non l’abisso, ma un campo,
un cane che dormiva al sole,
una donna che rideva
con farina sulle mani.
Sognavo d’essere mortale.
Di avere freddo.
Di sbagliare strada
e chiedere indicazioni.
Sognavo le ginocchia
sbucciate, il pane
raffermo intinto nel vino,
il peso di un nome piccolo
che nessuno teme.
Sognavo di non dover
più convincere,di non
dover più sussurrare.
Non immaginavo fiamme
né regni ma una sedia
vuota accanto al fuoco
una tazza lasciata a metà...
questa la mia fantasia
più bella e ardita:
Essere un comune mortale.
volevo solo una finestra.
Dalle volte d’oro spiavo
non l’abisso, ma un campo,
un cane che dormiva al sole,
una donna che rideva
con farina sulle mani.
Sognavo d’essere mortale.
Di avere freddo.
Di sbagliare strada
e chiedere indicazioni.
Sognavo le ginocchia
sbucciate, il pane
raffermo intinto nel vino,
il peso di un nome piccolo
che nessuno teme.
Sognavo di non dover
più convincere,di non
dover più sussurrare.
Non immaginavo fiamme
né regni ma una sedia
vuota accanto al fuoco
una tazza lasciata a metà...
questa la mia fantasia
più bella e ardita:
Essere un comune mortale.
Mirella Narducci
( poesia amore )
Poesia scritta il 19/09/2026 - 16:48Letta n.5 volte.
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