Ricordi della vecchia scuola
C’era odore di gesso
e di quaderni nuovi,
il banco di legno
segnato da mille nomi,
la campanella stanca
che ci trovava già pronti,
con le cartelle troppo
grandi per le nostre schiene.
La maestra scriveva
alla lavagna, e noi
copiavamo piano,
i vetri appannati,fuori
la nebbia che aspettava.
Il cestino della merenda
unto di pane e marmellata,
le ginocchia sbucciate
nell’intervallo in cortile.
Quante tabelline recitate
a voce alta, con il cuore
che batteva per non sbagliare.
E ora che i banchi
sono bianchi e lucidi,
mi torna in mente
quel profumo di temperamatite,
e capisco che eravamo felici...
semplicemente, senza saperlo.
e di quaderni nuovi,
il banco di legno
segnato da mille nomi,
la campanella stanca
che ci trovava già pronti,
con le cartelle troppo
grandi per le nostre schiene.
La maestra scriveva
alla lavagna, e noi
copiavamo piano,
i vetri appannati,fuori
la nebbia che aspettava.
Il cestino della merenda
unto di pane e marmellata,
le ginocchia sbucciate
nell’intervallo in cortile.
Quante tabelline recitate
a voce alta, con il cuore
che batteva per non sbagliare.
E ora che i banchi
sono bianchi e lucidi,
mi torna in mente
quel profumo di temperamatite,
e capisco che eravamo felici...
semplicemente, senza saperlo.
Mirella Narducci
( poesia amore )
Poesia scritta il 09/09/2026 - 12:16Letta n.6 volte.
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