Il silenzio della solitudine (…senza forse)
Il telefono suonava libero da giorni, pochi squilli e la segreteria.
A ogni ora.
I messaggi lasciati senza avere risposta erano il silenzio della solitudine quando si fa insostenibile.
Certo, avevano litigato ma lei non era il tipo da sparire senza spiegazioni. No non lo era, si ripeteva.
Si amavano, questo contava. Solo questo. Ma forse lei…
L'uomo iniziava a pensare che il telefono…
A un tratto gli rispose. Dopo uno, due, tre, quattro lunghi giorni di indifferenza.
A ogni ora.
I messaggi lasciati senza avere risposta erano il silenzio della solitudine quando si fa insostenibile.
Certo, avevano litigato ma lei non era il tipo da sparire senza spiegazioni. No non lo era, si ripeteva.
Si amavano, questo contava. Solo questo. Ma forse lei…
L'uomo iniziava a pensare che il telefono…
A un tratto gli rispose. Dopo uno, due, tre, quattro lunghi giorni di indifferenza.
Smisero di essere perplessi gli animaletti di quel bosco immaginario, gli alberi secolari non erano più indispettiti.
Ma la donna non fece niente per rassicurarlo, nonostante l'uomo avesse quasi voluto credere che le fosse accaduto qualcosa per non dover temere che solo fosse così lei.
Era tornata per continuare a pretendere senza dare, per essere compresa senza comprendere.
Le acque intanto in quel sottobosco inventato ripresero a scorrere noncuranti come i giorni.
(da In divenire, M. D. Mastro)
Racconto scritto il 29/08/2026 - 12:49Letta n.9 volte.
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