Il silenzio della solitudine (forse nel bosco…)
Il telefono suonava libero, pochi squilli e la segreteria.
A ogni ora del giorno e della sera.
I messaggi lasciati senza avere risposta erano il silenzio della solitudine quando si fa opprimente.
Certo, avevano litigato ma lei non era il tipo da sparire senza spiegazioni.
Si amavano, questo contava.
A ogni ora del giorno e della sera.
I messaggi lasciati senza avere risposta erano il silenzio della solitudine quando si fa opprimente.
Certo, avevano litigato ma lei non era il tipo da sparire senza spiegazioni.
Si amavano, questo contava.
L'uomo iniziava a pensare che il telefono le fosse caduto durante una delle sue escursioni.
Lo immaginava in fondo a qualche gola, che suonava lasciando perplessi gli animaletti del sottobosco; indispettiti gli alberi secolari.
Poi si diceva che lei avrebbe potuto trovare un altro modo per comunicare.
E per rassicurarlo, perché l'uomo iniziava a temere che le fosse accaduto qualcosa...
Le acque intanto in quel bosco immaginario continuavano a scorrere come i giorni.
(da In divenire, M. D. Mastro)
Racconto scritto il 27/08/2026 - 16:30Letta n.7 volte.
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