Quando la luce si ritira
e l’ombra perde il suo nome,
non so … se resta qualcosa.
Il giorno lentamente
si spegne
e la notte non viene
a prendere il suo posto.
Questo tremore, sottile
contro il vetro del silenzio,
è voce senza bocca
che ancora ci chiama.
Le mani con cui
abbiamo cercato
il volto delle cose
ricordano
il calore breve
di ciò che ci fu vicino.
Resta a volte
una parola mai detta fino in fondo,
ferma sulla soglia
come un viandante
che non sa se partire.
Restano gli occhi
dopo aver guardato tutto,
la cenere dei giorni,
le stanze vuote,
il cielo senza colore
che si allontana.
Forse resta proprio
ciò che credevamo perduto,
un filo d’erba
nella crepa della pietra,
un respiro che insiste
quando il respiro tace.
La luce si ritira,
l’ombra perde il suo nome
e non siamo ancora nulla.
Qualcosa resta
nel punto più oscuro,
dove nessuno vede
e la vita continua a pronunciare,
piano,
il nostro nome
in penombra.
e l’ombra perde il suo nome,
non so … se resta qualcosa.
Il giorno lentamente
si spegne
e la notte non viene
a prendere il suo posto.
Questo tremore, sottile
contro il vetro del silenzio,
è voce senza bocca
che ancora ci chiama.
Le mani con cui
abbiamo cercato
il volto delle cose
ricordano
il calore breve
di ciò che ci fu vicino.
Resta a volte
una parola mai detta fino in fondo,
ferma sulla soglia
come un viandante
che non sa se partire.
Restano gli occhi
dopo aver guardato tutto,
la cenere dei giorni,
le stanze vuote,
il cielo senza colore
che si allontana.
Forse resta proprio
ciò che credevamo perduto,
un filo d’erba
nella crepa della pietra,
un respiro che insiste
quando il respiro tace.
La luce si ritira,
l’ombra perde il suo nome
e non siamo ancora nulla.
Qualcosa resta
nel punto più oscuro,
dove nessuno vede
e la vita continua a pronunciare,
piano,
il nostro nome
in penombra.
Poesia scritta il 31/08/2026 - 16:44Letta n.6 volte.
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