Quando il legno diventa musica
Entra il liutaio nella stanza.
Sugli scaffali, custodite,
riposano le tavole armoniche.
Le targhette ne dichiarano l'anno,
il tipo di legno.
Ne adocchia una.
La prende tra le mani,
ne osserva le venature strette,
ne respira il profumo selvatico.
Poi, con le nocche, percuote:
ascolta la voce segreta del legno.
È abete rosso,
figlio della Val di Fiemme.
Sì, ne è convinto. Sceglie quella.
Ha già l'acero pronto per il fondo,
le fasce, il manico,
e il nero ebano per la montatura.
A casa, nel silenzio, contempla le fibre
diritte, costanti, regolari.
È certo: provengono da un albero calmo,
cresciuto senza tempeste e senza fretta
in un ambiente tranquillo.
Impiegherà ore infinite per la sua creazione.
E prima di stendere la vernice
lo farà suonare al figlio,
per cercarne l'anima e ottimizzarne il suono.
Poi, ecco il gran giorno.
Stasera, con quel violino,
l'orchestra eseguirà Mozart,
il Concerto numero cinque.
Ci siamo.
Le note fluttuano leggere,
onde elastiche sopra i fiati e gli archi.
Il suono si espande perfetto,
l'atmosfera si fa luminosa,
ricca di grazia.
È l'apoteosi,
e il pubblico esplode
in un applauso.
Piccola nota: poesia a versi liberi.
Dedica: L'arte di dare voce al silenzio.
Il Concerto sopra citato è il nr.5 per violino e orchestra in La maggiore k219 di Wolfgang Amadeus Mozart, noto anche come "ll Turco".
Naturalmente la poesia parla di un costruttore liutaio, che costruisce uno strumento d'autore: prodotto certificato, che ha un nome, una paternità, la garanzia di essere un prodotto di alta qualità, duraturo nel tempo; infatti con una adeguata manutenzione costante lo strumento può sopravvivere per secoli.
Uno strumento d'autore presenta una maggiore qualità sonora, una ricchezza armonica e un'intensità migliore nella proiezione del suono.
Poesia scritta il 01/09/2026 - 15:16Voto: | su 0 votanti |
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