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Un'amara fetta di dolce

Antonio, in V° elementare, era il più bravo della classe.
Quando la maestra poneva delle domande agli alunni, Antonio lasciava spazio agli altri e, se proprio nessuno sapeva rispondere, dal banco in ultima fila in cui era seduto, alzava timidamente la mano e si faceva avanti.
Le tante cose che Antonio sapeva, non erano il frutto di ore passate sopra i libri.
Da quando i suoi genitori erano scomparsi, Antonio era stato affidato ai nonni e si dava tanto da fare in casa per aiutare la nonna. Non aveva pertanto molto tempo di stare sopra i libri.
Alla sera però, prima di andare a dormire, il nonno gli parlava di tutto: dalla storia alla geografia, dalla scienza alla matematica, dalla musica alla letteratura.
Il nonno, un ex professore in pensione, paralizzato a causa di una malattia, girava per casa con la sua sedia a rotelle e Antonio lo accompagnava nelle sue passeggiate domestiche.
Il giorno della Laurea in Medicina, Antonio, dopo aver ricevuto la lode e l'encomio da parte della commissione, abbracciò tutti i suoi compagni di corso.
Il pensiero di Antonio andò a tutti i suoi compagni che, dalle elementari al liceo, mai gli avevano fatto pesare quel suo sapere superiore.
Il pensiero più grande andò però ai suoi nonni, che non erano lì, a festeggiare con lui, il conseguimento della laurea.
Una lacrima scese dal viso di Antonio quando ricordò come fosse stato proprio il nonno ad avergli regalato, da bambino, la chiave per aprire le porte della curiosità, della conoscenza e del sapere. Il nonno aveva allenato la mente del nipote come nessuna pagina di un libro sarebbe stata in grado di allenare. Allo stesso tempo, lui aveva regalato al nonno quelle fantastiche passeggiate in carrozzina, che lo pilotavano tra le varie stanze della casa.
Spesso, durante le scorribande per le stanze, Antonio e il nonno passavano davanti alla cucina. Qui sorprendevano la nonna, indaffarata a preparare il dolce che tanto piaceva ad entrambi e che erano soliti mangiare insieme.
Al ritorno a casa, dopo la festa di laurea, la nonna abbracciò emozionata Antonio e gli fece i complimenti per il grande risultato raggiunto.
Antonio andò nella sua stanza, aprì le valigie e mise, sugli scaffali, tutti i libri su cui aveva studiato per diventare dottore. Accanto a questi, mise una foto scattata diversi anni prima. La foto lo ritraeva insieme al nonno.
L'odore di una torta, che proveniva dalla cucina, lo riportò indietro nel tempo e quasi gli sembrò di sentire la voce del nonno che diceva: “Vieni Nino, altrimenti del dolce non trovi più nemmeno una fetta!”.
Finito di sistemare le ultime cose nella sua stanza, Antonio si precipitò in cucina e vide la sedia a rotelle rinchiusa e sistemata in un angolo, tra una parete ed un mobile.
Antonio si mise seduto su una sedia e prese una fetta di dolce. Il sapore era però amaro, non era più come quello di quindici anni prima.
“Vieni Nonna, altrimenti del dolce non trovi più nemmeno una fetta!”.



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Racconto scritto il 04/12/2017 - 19:49
Da Davide Spedaletti
Letta n.238 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


un bel racconto che prende dal primo all'ultimo rigo bello

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 04/12/2017 - 21:03

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