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IL MONDO RACCONTA Un piccolo pasticcio in Paradiso

Ci sono leggende nate per caso: un bimbo piange, una madre racconta.Ci sono quelle volute dal destino: la foglia di tiglio per Sigfrido, il tallone per Achille.Ci sono quelle nate per farci sognare, Cenerentola la capostipite, e quelle che fanno paura: il lupo cattivo il più gettonato.Nella ninna nanna ninna nanna bella mangia la pecorella.
Ci sono poi leggende che non sono nate quaggiù. Sono nate in un tempo lontano quando l'uomo ancora non c'era e a far da padroni erano il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra.
Il paesaggio era costituito solo da prodotti naturali come il cielo, il sole, le nuvole,la luna.
In quel tempo lontano il sole non stava mai fermo, la terra si arava da sola,la pioggia scendeva a comandi,era sempre a disposizione.
Gli alberi erano verdi tutto l'anno, la frutta sugli alberi era sempre matura, i cespugli erano morbidi e vellutati.Il grano crescendo diventava pane, l'uva di sera era già vino, tutto era a portata di mano senza fatica.
Eppure non c'era armonia. Il sole voleva un posto fisso, la terra- che si lavorava da sola- voleva un aiuto, la pioggia voleva intervalli con giorni di ferie pagate.
Tutti erano contro la luna che mostrava facce sempre diverse e non si sapeva il perché.Era contro soprattutto il mare. Quando la luna lo costringeva a ritirarsi la sua sabbia rimaneva scoperta.
Allora il nostro buon Dio, nel momento più giusto, quando il giorno era uguale alla notte, convocò tutti sul monte Sinai per far ritrovare la buona armonia. Dettò le nuove leggi naturali che possiamo considerare un prologo ai futuri dieci comandamenti.
Consentì al sole di stare fermo, alla terra assicurò che non doveva più lavorarsi da sola,avrebbe avuto alle sue dipendenze un gruppo di contadini e agricoltori, il prototipo uomo era già pronto.Alla pioggia disse che era tenuta a produrre una certa quantità solo nei mesi invernali, qualche pioggerellina in più ad agosto, qualche intervento anche a marzo, il mese più pazzo.Le eccezioni sarebbero state gestite. Il diluvio universale era stato stabilito solo una tantum e per quella occorrenza, appena avvenuto, sarebbe stato soppresso.
Al quarto di luna ordinò di raccogliere i sogni delle coppie innamorate, alla mezza luna di splendere in ciel romantica per tutti quelli che avevano in cuore la felicità, alla luna piena di aiutare a sognare quelli che erano soli.
Con l'alta marea compensò la bassa marea, quello che era preso era poi restituito.
Il piccolo pasticcio in Paradiso era risolto.
Fra tanto avere ci fu anche un dare.
Gli alberi avrebbero sofferto le quattro stagioni, bisognava sudare per avere il pane dal grano e l'uva dal vino. I cespugli avrebbero avuto le spine come le rose.
Era prossima l'uscita di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre e niente era più a portata di mano, ogni cosa bisognava ottenerla con il sudore della fronte.
Per l'armonia del mondo quaggiù Nostro Signore profetizzò l'Annunciazione.
Così raccontavano carovanieri e re magi quando ebbero notizia che era nato Gesù.



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Racconto scritto il 15/09/2018 - 10:20
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.159 volte.
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Commenti


Bel racconto complimenti

Mary L 17/09/2018 - 23:04

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Ringrazio con molto affetto Laisa e Grazia per il loro dolci commenti.

GIOVANNI PIGNALOSA 17/09/2018 - 14:21

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piacevolissimo
storia, tra fede e leggenda

laisa azzurra 15/09/2018 - 16:52

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Ma che bello...!
Racconto armonioso e delicato...
Molto bravo Giovanni

Grazia Giuliani 15/09/2018 - 14:31

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