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SA TRITZA

Atera cosa gai galana
non potìo disizare
si non sa die
in cussa manera cumintzare.
Onzi manzanu a s’impuddile
tue seta, che una Madonna
innantis a su ochile
achendeti sa tritza
comente as semper fattu
po essere a s’ispitza
travallande in sa tanca o in su sartu,
chentze connoscher pitzinnìa
si non sacrifitziu, gana
e paca allegria.
Su tempus est colatu
e tue chin sa fortza de su nodu
de donzi nuraghe
non as tremesatu perunu modu
po nos dare abba, pane
e po nos caentare su locu.
Asa agguantatu donzi zenìa de entu
comente un’undu de ghiniperu,
ingullinde donzi pessamentu.
De domo che so foras
e non b’ido prus cussu iscusorju
ca tue commo ti aches sa tritza a sa sola:
sos bratzos tenes istracos
e su pettene non timet a furare
cussos filos pretziosos e argentatos.
Ma tue ses semper orgogliosa e severa
e preco Deus chi diet salute e fortza
po agguantare sos bentos de cust’era;
e preco sos Santos de t’azuaren
ca jeo, fiza,
sa tritza non l’isco achere.


Millina Spina, su 18 de Jannarju 2016



Questa è la versione rivisitata in lingua sarda de "La crocchia" che scrissi qualche mese fa. Non è una traduzione fedele perchè è compito veramente arduo tradurre dall'italiano al sardo, e viceversa. E' piuttosto una nuova creatura, dettata dagli stessi gesti di mia madre e dallo stesso amore che nutro per lei.




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Poesia scritta il 18/01/2016 - 14:36
Da Millina Spina
Letta n.1562 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


10 stelle ... infatti non so quale delle due poesie sia la più bella, questa o La Crocchia... certo, per capire questa mi sono dovuto studiare il sardo, ma devo dire che le due poesie, pur avendo un denominatore comune, l'amore verso la madre, hanno la loro autonomia. In entrambe quei gesti antichi che scandivano un modo di vivere che sta scomparendo, e poi l'amore immenso verso la madre, contribuiscono a dare forza poetica a questi bei versi. Ajò, a si biri!

Gennarino Ammore 20/01/2016 - 07:33

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Grassias de coro a Margherita.
Loris ti chiedo scusa se le mie parole ti hanno fatto pensare ad un mio irrigidimento. Sappi che non era assolutamente mia intenzione, scherzavo anch'io con il gioco dei nostri dialetti.
Buona serata!

Millina Spina 19/01/2016 - 22:46

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Si Millina...comprendo e parlo pure in sardo... il tuo è un po diverso dal mio...Ciao rinnovo i miei complimenti!

margherita pisano 19/01/2016 - 17:43

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Scherzavo, naturalmente e sono andato a leggerla. Bellissima dedica. Chiedo venia. Un caro saluto. Loris.

Loris Marcato 19/01/2016 - 16:56

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Scherzavo, naturalmente e sono andato a leggerla. Bellissima dedica. Chiedo venia. Un caro saluto. Loris.

Loris Marcato 19/01/2016 - 16:56

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Grazie dolcissima Maria, sempre così presente anche in questo caso che la comprensione della poesia è difficile!
Ti ringrazio perchè ogni tua parola è lode e supporto.
Grazie!

Millina Spina 19/01/2016 - 11:57

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Loris ti ringrazio davvero per il tempo che hai dedicato alla lettura della mia poesia e per averla commentata nella tua lingua "ma non timas, jà l'apo cumpresa e prus che ateru l'apo sentita".
Ciao

Millina Spina 19/01/2016 - 11:54

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Margherita grazie infinite! ...ma dimmi tu lo capisci il sardo?
Grazie per il tuo passaggio!

Millina Spina 19/01/2016 - 11:52

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Cia Millina cara....mannaggia come faccio a commentarti non conosco il sardo della serie..niente capito...ma conoscendo te sicuramente saranno versi belli e dolci e delicati come te....quindi ti chiedo scusa ma volevo ugualmente dire la mia....ormai mi conosci anche tu..a te un grandissimo abbraccio..e un saluto anche alla tua cara mamma...dolce sera. ciao.

Maria Cimino 18/01/2016 - 21:39

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Sicuramente bella Millina, anch'io però ti dico "no go capio gnente,speremo ca te te ghè capio almanco ti. Un caro saluto. Loris.

Loris Marcato 18/01/2016 - 21:08

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Preco Deus chi diet salute e fortza...a te e alla cara mamma...Brava Millina...Un abbraccio.Bellissima poesia.

margherita pisano 18/01/2016 - 20:58

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