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Istanti 3

Ricorda le mie lacrime granitiche,
quando ho visto i tuoi lineamenti
indursi nello squallore pallido e giallastro
di una lampadina - tungsteno
ed aria e sogni infranti -
nel buio notturno della casa,
fra gli algidi morsi dell'azzurro maestrale.
Le Galassie ed il Tempo
scolpivano i tuoi movimenti in pose
statiche ed eterne: colonne imponenti
del fragile sogno degli infanti;
La luce della luna esangue
era un pezzo di pallida stoffa,
un laccio legato al polso, e grazie
al peso della tua ricerca,
mantenevi quel vecchio pallone colmo di elio
al suo posto: e tutto era normale.
La notte ed il mondo
erano in realtà i muri bluastri-giallo-azzurri
della mia casa natale, perciò ho incendiato
il parquet (si disperdeva
nella notte la luna e il mio pallore
cosmico trasmutava).


Piango ed i bambini scappano
nella strada ruvida,
e le loro nuche candide si allontanano
nella notte.




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Poesia scritta il 13/08/2016 - 19:11
Da Antonio Rossi
Letta n.1447 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


UN ACUTO... QUANTO RIFLESSIVO VERSEGGIO... DILIGENTEMENTE SEQUELATO.
LIETA DOMENICA.
*****

Rocco Michele LETTINI 13/08/2016 - 21:29

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