C'era un bosco che conosceva il mio nome
prima ancora che imparassi a pronunciarlo.
Vi entravo con le spalle pesanti,
cariche di ore troppo rumorose,
e ne uscivo più leggero,
come una foglia restituita al vento.
Ogni sentiero era un respiro lento,
un invito a lasciare andare
i nodi che il tempo stringeva dentro.
Gli alberi non facevano domande,
eppure sapevano ascoltare
più di tante parole.
Tra i fiori ritrovavo me stesso:
non tra muri e confini,
ma tra colori che non chiedevano nulla,
di profumi capaci di ricordarmi
che la pace esiste ancora
quando smettiamo di rincorrerla.
L'erba insegnava la pazienza,
il canto degli uccelli accordava il cuore,
e persino il silenzio
aveva la delicatezza di una carezza.
Così il bosco diventava rifugio,
cura silenziosa per la stanchezza dell'anima,
dove mente e corpo
imparavano a camminare insieme.
E ogni volta che tornavo alla strada,
portavo in me un frammento di ombra:
abbastanza verde per attraversare il giorno,
abbastanza luce per ricordarmi
che la mia dimensione più vera
fiorisce dove la natura,
in silenzio,
mi insegna a essere me stesso.
prima ancora che imparassi a pronunciarlo.
Vi entravo con le spalle pesanti,
cariche di ore troppo rumorose,
e ne uscivo più leggero,
come una foglia restituita al vento.
Ogni sentiero era un respiro lento,
un invito a lasciare andare
i nodi che il tempo stringeva dentro.
Gli alberi non facevano domande,
eppure sapevano ascoltare
più di tante parole.
Tra i fiori ritrovavo me stesso:
non tra muri e confini,
ma tra colori che non chiedevano nulla,
di profumi capaci di ricordarmi
che la pace esiste ancora
quando smettiamo di rincorrerla.
L'erba insegnava la pazienza,
il canto degli uccelli accordava il cuore,
e persino il silenzio
aveva la delicatezza di una carezza.
Così il bosco diventava rifugio,
cura silenziosa per la stanchezza dell'anima,
dove mente e corpo
imparavano a camminare insieme.
E ogni volta che tornavo alla strada,
portavo in me un frammento di ombra:
abbastanza verde per attraversare il giorno,
abbastanza luce per ricordarmi
che la mia dimensione più vera
fiorisce dove la natura,
in silenzio,
mi insegna a essere me stesso.
Poesia scritta il 13/08/2026 - 15:40Da Alex Pramix
Letta n.224 volte.
Voto: | su 6 votanti |
Commenti
Grazie Maria Luisa, buona continuazione di giornata e buon ferragosto 

Alex Pramix
14/08/2026 - 16:09 --------------------------------------
Belle immagini e belle metafore.
Complimenti.

Complimenti.

Maria Luisa Bandiera
14/08/2026 - 09:39 --------------------------------------
Grazie di cuore Veronica per queste parole così attente. Sapere che immagini come quella del "frammento di ombra verde" o del cuore che si accorda ti siano arrivate in modo così diretto significa davvero molto per me. Hai colto esattamente l'emozione con cui l'ho scritta.
Alex Pramix
13/08/2026 - 20:29 --------------------------------------
Una poesia delicata e profonda. Immagini come "il canto degli uccelli accordava il cuore" e "lasciare andare i nodi che il tempo stringeva" arrivano dritte al punto. Il finale poi è splendido: l'idea di portare con sé un "frammento di ombra verde" per affrontare la giornata è un'immagine bellissima.
Veronica Valle
13/08/2026 - 17:01 --------------------------------------
Inserisci il tuo commento
Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



