Yestaday
“ My life is brilliant, my love is pure
I saw an Angel of that I am sure.....”
( You’re beautiful James Blunt)
Yestaday, non si dice così, ma io oggi mi sento così, deliro di me attraverso la notte e il non detto di se, perché!?
Ho visto via Nazzario Sauro è mi è venuta in mente Bianca, quando le facevo la tana e lei ora è lontana.
Principessa che attraversasti mezzo mondo, scendendo dal cielo per farmi compagnia e asciugarmi le lacrime, diresti che è un errore “Yestaday”, tu dolce insegnate d’inglese che bevevi il latte “Macchioto” che io non capivo come ciò che ora scrivo che amavi andare cenare dalla Sandra e mi raccontavi di com’è bello il mondo.
Forse sei stata un miraggio come i tuoi occhi che io definivo così:”your eyes are my soul wings that fly more over my dreams” e mi cantavi Never ending story, che ridevi quando ti parlavo di Fantozzi e dei palliativi e del prima o poi.
Correvamo in macchina e tu ridevi; quando ti toccavo ti ar... (continua)
<<Sei stato un bambino solo, chiuso, timido e un'adolescente che soffriva ad ogni respiro. Come del resto lo sono stata anch’io. Poi un uomo solo. Infine padre. Poeta e padre… con il tuo cappotto di sofferenza, di bellezza, cortesia e di amore per la vita. C'è tanto rispetto nel tuo scrivere>>.
Quale è stata la domanda? Posta a chi? E da chi?! E aggiungerei anche Dove…, sempre che mi concediate un po’ della vostra pazienza.
A un tavolino tra Piazza De’Celestini e quel Caffè di via Po che fece da retrobottega e vetrina a Giovanni Prati e a un numero imprecisato di sue poesie, da dietro l’orlo di feltro della cloche cream lei soffia sulla tazza. Ha ordinato un cappuccio. Potrebbe tranquillamente essere l’interlocutrice di quel Lucio, cantautore, che sosteneva che alle donne non piacciono le domande.
Se ne sarebbero sentite delle belle.
<<Che si dice sotto quel tuo cappello da pensatore?>>.
<Da fumo, quante volte te lo devo spiegare: lo indossava anch... (continua)