RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Ninetta Ninetta una ragazza popolana, alle prime ore del mattino, puntuale al porto, ha dato un ultimo saluto al suo marinaio.
La nave lentamente salpa, lasciando la banchina, mentre l’aurora imporpora tutto il porto di un maestoso rosso. Intanto la nave prende il largo. Ninetta dà un ultimo sguardo verso orizzonte, un ultima vista alla nave. Si avvolge il viso, riparandosi di quella brezza fresca del mare. Una lacrima scende dal suo viso, fermandosi nel grembo, che tiene stretto con le mani e poi, singhiozzando, con una vocina fioca dice: “Anche tu, tesoro mio, saluta il tuo papà!”... (continua) ![]() ![]() ![]()
La mia prima volta Ricordo ancora, era un giorno di festa. Io e Lucia, mano nella mano, dopo la processione ci allontanammo dai nostri amici. Arrivammo fino al vecchio casolare, dove anni a dietro si giocava a nascondiglio. Il vecchio casolare era abbandonato da parecchi anni. Fra una parola e l’altra ci finimmo dentro. Eravamo un po più che adolescenti, ancora in tenera età. Mi ricordo bene ancora oggi che sono arrivato a questa mia età, più che un attempato. Preso di un certo fervore tremavo, ma non di freddo. Lucia mi guadava e non capiva il mio stato d’animo. Quasi aveva paura. Ad un tratto io feci scivolare il mio braccio nel suo fondo schiena e stringendola forte la baciai di continuo. Lucia cedette e si abbandonò a me. Quello fu la nostra prima volta.... (continua)
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La mia odissea Una notte sognavo di attraversare lo Stretto di Messina. Ad un tratto non so come mi trovai su in Aspromonte al cospetto d'un tizio, che disse: “Virgilio il mio nome” ed io risposi: “Per qual cagione qui mi trovo?”
“Seguimi e vedrai.” Scendemmo di quel monte a valle, vidi Scilla, Cariddi, Lucifero e l’inferno. Virgilio disse: “Ecco, questo è Caronte il tuo barcaiolo. Ti condurrà attraverso le calle di questa verace odissea.” “Oddio!” esclamai con voce altissima, “che forse son defunto, la mia anima all’inferno?” Ma all’istante udii un rumore tellurico alla mia porta. “Ecco”, io pensai “sarà Dante.” “O maestro, che succede?” “No, sono io, il tuo vicino!” In quell’istante senza perdere tempo, in un bagno di sudore mi svegliai tutto tremante.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Aprile dolce dormire Non arriva ancora la primavera e a volte nella nostra mente affiorano inaspettati ricordi:
Una sera del mese Novembre, io appena decenne, attraversavo un sentiero molto scomodo. Come Cappuccetto Rosso, portavo a mia nonna la pappa che mia Mamma preparava apposta per lei, poveretta e inferma. Ricordo bene quella sera, soffiava un vento gelido e con il fruscio degli alberi mancava solo l’ululare dei lupi. Questo non è un abbozzo da favola ma solo uno sguardo a un tempo vissuto e un augurio che questo Aprile non sia l'opposto del dolce dormire.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Mosca 1950 Tra un balzo e l’altro mi ritrovo in quel lontano 1950 a Mosca. Dipendevo da un maestro decoratore fiorentino, addetto a riparazioni all’università Lomonosov di Mosca.
Un giorno per puro caso conobbi una studentessa. Il suo nome era Geliya. Per alcune sere passeggiavamo, scambiando le nostre vedute. Lei parlava un po l'italiano, mentre io mi lasciavo capire gesticolando. Non sapevo nulla di lei e nemmeno dove abitasse, sapevo solo che lei era studentessa. Un pomeriggio Geliya mi attese davanti all’università. Io rimasi perplesso nel vederla indossare un’ uniforme della Stella Rossa. Mi attendeva in una macchina insieme ad un militare. Geliya mi fece segno di salire in macchina. Io con mezzo sorriso ironico non esitai. Dopo circa cinque minuti di viaggio in auto arrivammo in un albergo. Lei congedò il milite ed io come cadere dalle le nuvole passai tutta la notte con lei. La mattina dopo una macchina militare attese davanti all’albergo. Geliya tutta di corsa si vestì e c... (continua) ![]() ![]() ![]()
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