RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Aprile 1949 Giugno 2012 Caldo, come può esserlo il grembo di una madre, così quel giorno d’ inizio estate ti accolse, al termine della tua corsa, quando la vita ti consegnava esausto a chi ti stava aspettando da tempo. Professore emerito, affermato chirurgo, padre esemplare, marito un po’ meno. Come sempre di corsa, ti arrampichi su per le scale della facoltà di medicina e chirurgia. Il temporale appena passato ti ha rovesciato addosso secchi d’ acqua gelida. Rabbrividendo ti dirigi nel tuo studio, veloce così come sei arrivato, ti asciughi alla bell’ e meglio.
Perdere tempo per te ha sempre avuto un solo significato: rimetterci, sprecare, ma soprattutto non guadagnare. Istintivamente, e senza farci troppo caso, premi col palmo della mano il tuo petto, storci un po’ la bocca, strizzi gli occhi, il solito dolorino. Un respiro profondo e tutto passa, sei pronto ad affrontare i tuoi studenti, ad entrare in quella gabbia di leoni famelici. Anche tu sei stato un leone famelico proprio come loro. La tua carriera ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Le notti in ospedale LE NOTTI IN OSPEDALE
Le notti in ospedale si vivono in così tante maniere, questo era per me un pensiero ricorrente mentre aspettavo buona ,buona il giorno del mio intervento. In effetti la mia notte non era certo uguale a quella della mia vicina di letto, una povera donna di quasi ottant’anni malata di Alzheimer e di non so più quale malattia per la quale era stata portata in ospedale dalla figlia, una notte ,la sua ,fatta di continui tentativi di fuga verso la lontana masseria nella sua amata Puglia, dove secondo lei la aspettava sua madre. La mia notte non era sicuramente uguale a quella dell’altra donna, quella del letto 22 che attendeva impaziente di sottoporsi ad un intervento che le avrebbe donato un seno perfetto , che lei già vedeva e accarezzava ; piccole tette sode sul corpo di una sessant’enne, che si era ricoverata senza dire niente a nessuno ,neanche alla sua unica figlia che ignara le telefonava, e alla quale lei con un pò di timore rispondeva di trovarsi in v... (continua) ![]() ![]() ![]()
Vita der vicolo Bongiorno a lei sora Giocò, me scusi pe` l'ardire
nun è pe m'picciamme de l'affari vostra, ma m’è sembrato de ave` visto er sor Augusto, si…proprio lui er vostro consorte,li dietro all'angoletto si propro li 'ndo c’è er baretto der sor Giggetto. So che lo cercavate, sora Giocò ma nun ve l'ho avvisato. Nun è per quarche cosa , ma si nun sbajo l'ho visto abbraccicato stretto stretto ar buio li nell'angoletto a quella panterona de la fija der portiere. Sora Giocò, che fate mettete giu quo scopettone pe carità de Dio, ma che ve frega. Tenetela more` pe carità che questa mo li scanna tutt'eddua come capretti. Levateje er cortello da le mano, Oddio ce sviene ... Corete commare` serve l'aceto fatejelo annusa che s'aripia nine` tireje su le gambe, sventolaje la faccia E che te lo dico a fa che giornataccia. Ecchitelo tiè guarda chi ariva, er mandrucone. A sor Augu, sentite che ve dico, è mejo che ve date a la campagna,e pe quarche giorno nun ve fate vede, vo... (continua) ![]() ![]() ![]()
Solo rapporti di buon vicinato E quante volte serve di passarti accanto
quante volte di dormirti affianco perché arrivi finalmente il tempo di una impercettibile carezza. Per quanto ancora sarai solo un passante un silenzioso occasionale conoscente Come quelli che seduti al bar ti parlano di politica green pass ...e di economia. Eppure vivi nella mia cucina, siedi sul mio divano e non al tavolo del bar o della pizzeria. E non ti interessa se sono depressa se ho la rabbia che mi mangia viva, che te ne frega,tanto stai al computer, nel tuo lontano mondo fuori casa mia, eh sì perché non c'è mai stato un nostro, non è mai nato n'è mai costruito. Chissà mai perché io l'ho voluto, desiderato e anche immaginato, bastava una parola una carezza, bastava un po' d'amore vicinanza e perché no parole ma certo non quelle da telegiornale. Anche stavolta saprò darmi una mano, con un vedrai, andrà tutto bene, anche da soli ci si può aiutare...Tra noi solo rapporti di buon vicinato.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Indifferenza Indifferenza questo è il tuo nome
Silenzio il tuo cognome Sei figlio di finzioni e muta ignoranza La mano che mai ti ha sorretto la doni a chi nonostante tutto ti ama E perpetui la legge del distacco sotterrando il capo nell'ignavia. Non ci sarà pentimento grande abbastanza a lenire la tua improvvisa consapevolezza.... (continua) ![]() ![]() ![]()
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