RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
||
Autore |
I MIEI FAVOLOSI ANNI 80 I MIEI FAVOLOSI ANNI 80
![]() ![]() ![]()
PICCOLO GRANDE BOSS In quel particolare momento della sua vita, Lorenzo non avrebbe mai immaginato di vivere un’esperienza così unica ed emozionante, da poter ricordare per sempre.
Appena trentenne, con un impiego presso il comune di Bologna, il giovane risiedeva in un quartiere periferico della storica città. Con la passione per lo sport e la fiducia nell’avvenire tipico della sua età, era intenzionato a coronare la storia d’amore con Gianna, sua coetanea, con la quale stava insieme da circa cinque anni. Avevano spesso parlato di matrimonio, ma da qualche mese si erano prefissi di convolare a nozze per l’inizio di giugno. Lorenzo però non aveva fatto i conti con la vita, che prima o poi ci viene a prendere e ci conduce su sentieri sconosciuti e misteriosi; così mentre fervevano i preparativi, una sera a cena Gianna confessò tra le lacrime di essersi innamorata di un altro uomo, facendo intuire a Lorenzo che il matrimonio per lei era stata forse una decisione scontata, dovuta alla durata del loro rappor... (continua) ![]() ![]() ![]()
L\\\'ISOLA Nel buio della notte estiva, attenuato dal fulgore di una luna piena, la bella signora giaceva supina, cullata dallo sciabordio delle onde; spettatrice da millenni dell’incontro senza tempo tra il nostro satellite ed il mare, si mostrava indulgente verso il loro atto d’amore eterno.
Lea, rapita, osservava da lontano la magia: quella sera, proprio di fronte a sé, l’isola di Capri appariva nitida senza un’ombra di foschia, riflettendo nel Golfo di Napoli l’immagine della sua figura e si potevano distinguere perfettamente il volto di una donna e il suo ventre, distesi sull’acqua. La nobildonna del mare era stretta nell’abbraccio della sua corte regale: Sorrento, Capo Miseno e le isole di Ischia e Procida, che da sempre la osservavano fraternamente. Dal terrazzino dell’hotel sul lungomare, sdraiata sul lettino, la donna assaporava gli ultimi istanti della sua vacanza oramai al termine: erano state settimane rigeneranti, in cui aveva fatto scorta di affetto, di cibo (quanto le era manca... (continua) ![]() ![]() ![]()
UNA PASSIONE SENZA FINE Non ricordo esattamente quando è cominciata, so solamente che brucia, brucia come il primo giorno e so con certezza che non finirà mai.
Da quando è entrata nella mia vita, mi ha letteralmente affascinata. Strano a dirsi, ma forse il merito è stato di mia madre, donna intelligente e sensibile, la quale senza volerlo mi ha portata sulla sua strada, preparando il terreno per quella che è stata ed è tuttora per me una passione senza fine. Se ci penso anche lei da ragazza ne è rimasta ammaliata ed è stata una vera fortuna, perché oggi che sulla strada ha incontrato un grosso ostacolo da superare, questo sentimento impetuoso la sostiene e l’aiuta ad andare avanti con fiducia, non lasciandola mai sola. Tornando indietro nel tempo, probabilmente tutto ha avuto inizio in tenera età, quando rincasando dal lavoro, la mia mamma mi faceva dono di veri e propri oggetti preziosi: arrivavano nella mia cameretta nelle più svariate occasioni, ricorrenze o festività, oppure senza alcun motivo preciso.... (continua) ![]() ![]() ![]()
UN ANNO ANCORA Stamattina conto i passi, li centellino: quelli che mi conducono per l’ultima volta al portone d’ingresso, prima delle sospirate vacanze estive.
Fuori c’è un caldo infernale ed è piacevole ripararsi nell’antico palazzo: salgo la breve scalinata, percorro il corridoio appena lavato, che sa di fresco. Mi fermo prima di entrare in quella che è una delle stanze più grandi ed ariose dell’edificio, dove i pc sono ancora in funzione e la lunga scrivania, sgombra di libri, giace oramai solitaria. Entro in sala insegnanti e, guardandomi intorno come fosse la prima volta, mi rendo conto che un anno ancora è passato. Un anno pieno di lavoro, di sacrifici, di emozioni, un anno pieno di voi, ragazzi. A settembre le solite chiacchiere tra colleghi: “Chissà le classi quest’anno… Ah, tu sei in quella, buona fortuna, ne avrai bisogno!”, che già ti viene l’ansia e non hai neanche cominciato. Poi, al suono della prima campanella, metto piede in aula e faccio la vostra conoscenza; catapultata sul palc... (continua) ![]() ![]() ![]()
|
|||||||||||||||||