RACCONTI |
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Autore |
La fuga Non mi fanno visita le parole.
Vani tentativi rotolano a terra come vuoti gusci di noci. Passeggio incerta tra ricordi e desideri, solitari come le piazze nelle notti d'inverno. Sagome incappucciate celano gelose la loro identità, di cui beffarda mi glorio di non provar interesse alcuno. Lancio i dadi, ma lascio te a tirare le somme. Tiro fin sul capo il mantello, il freddo sferza le mani e arrossa di ardore le gote ed il cuore! Tutto è stato detto, nulla è stato svelato! Ancora una notte, poi fuggirò dai ricordi, dalle verità, dalla tua bocca.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il palcoscenico Possiedo una penna senza inchiostro,
per quei versi che desiderano restare taciuti. Nascosti tra un pensiero fuggevole e rosse labbra socchiuse, io li assecondo e taccio. Le emozioni impallidiscono, come bianchi fogli in attesa della mano che, forse le svelerà. Le immagini si rincorrono su un polveroso palcoscenico, il sipario lentamente sale. Signore e Signori, buonasera. Che lo spettacolo abbia inizio.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Non so parlare Non so parlare, allora arrotolo in versi le parole che mi scappano dalla testa, prima che io riesca a pettinarle.
Come fanno tutti ad appendere l'impermeabile bagnato senza che una goccia di pioggia cada sui loro pavimenti lucidi e freddi? Non so disegnare, quindi imbratto fogli che mi comprendono mentre trasformo le immagini in idee immobili. Come fanno tutti a sorridere sempre a senso unico, senza che l'Unico abbia un senso? Non so scrivere, ma dal mio animo nascono geroglifici per tutti noi, consapevoli analfabeti sentimentali.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Voglio presenza Si ha sempre più sete di mostrare, senza poter miseramente dimostrare alcunché.
Tutto si riduce a una farsesca rappresentazione di Sè. Essere senza apparire. ![]() ![]() ![]()
L'ombra Lontano risuona il fragore di risacca. L'onda spaccata ritorna alla madre e tu ai tuoi mari in tempesta, senza mai ammainare le vele!
Ad inseguire stelle già cadute si perde meraviglia, ed ora stringi nei pugni ridicole schegge di cristallo. La tua mente è una stanza angusta, non ci stai, ma ci entri lo stesso. Sensi alterati da un vento ruffiano che solo una voce riesce a placare. Ti riconosce ancor prima di incontrarti e riconduce a te la tua ombra, quando pensavi che il sole fosse ormai già calato.... (continua) ![]() ![]() ![]()
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