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Aspirazione svanita

Ecco un'altra delle mie poesie! Lo so, il titolo non è dei migliori, quindi i consigli sono ben accettati ;)
MESSAGGIO: il protagonista, in un mattino sereno e splendido, si sveglia e sorride alla vita poichè, quel giorno, ha intenzione di compiere buone azioni verso gli altri e vuole anche tentare di sconfiggera la ¨quotidiana noia¨, anche grazie a questo. Il suo cuore spande contentezza poichè solitamente, quando qualcuno è felice trasmette la sua gioia anche agli altri. Giunta la sera, però, non è riuscito a realizzare nulla di quanto si era proposto, comprendendo che la sua era solo un'illusione di poter raggiungere la felicità.



In un tempo passato che più non tornerà
Splendeva la gloria di un giorno che sarà,
Speranza di un vano futuro di grandezza,
Migliore dell'antico presente, pieno di bellezza.


Era mattino ed il sole alto splendeva
Nulla v'era a turbar il mattutino cielo,
Nè pioggia pian piano dolce calava,
nè colmava il vuoto la nebbia cupa, velo;
Egli pieno d'illusione sorrideva alla vita
Credendo di poter quel dì la sua gioia
O l'altrui realizzare, speme svanita,
Eliminare il quotidiano pianto, e la noia.


Il cuore spandeva contentezza
Ma rimasero la sera solo rimpianto e amarezza:
Passò il giorno, venne la scura notte,
Moderate note cantava ora esso,
Rimasta aspirazione la nuova illusione
Come di Narciso nell'acqua il riflesso.




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Opera scritta il 20/11/2014 - 16:30
Da Giorgia R
Letta n.1706 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Claretta e Giovanni, grazie per il commento :–) Ho spiegato la poesia perchè pensavo che non fosse chiara ma ora mi rendo conto che non è così. Seguirò il vostro consiglio: in futuro lascerò che la poesia parli da sè.

Giorgia R 21/11/2014 - 14:38

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Concordo con Giovanni,lascia andare ciò che hai dentro al cuore,per il resto lascia pure che la lirica si apra alla libera interpretazione ognuno di noi ha dentro di se un bagaglio emozionale che andrà a intingere e farà suo,l'importante è emozionare... E non è poco.

Claretta Frau 21/11/2014 - 08:23

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sul titolo non saprei cosa dire, mi sembra adatto a codesta comprensibilissima poesia , perciò l'unico consiglio che ti posso dare è di evitare di spiegare le proprie poesie, soprattutto quando non serve come in questo caso; hai messo un cappello secondo me inutile alla tua opera e per come l'intendo io la poesia penso che sia meglio lasciare al lettore la fantasia, l'interpretazione che può collimare o meno con l'intenzione dell'autore: poesia come una fiammella che divampa in un incendio con l'aiuto dei lettori con il proprio vento e le proprie diverse fiammelle.
è solo il mio pensiero ma pensaci
ciao Giorgia

giovanni bontempi 21/11/2014 - 08:10

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