A picco nel suo mar,
come un treno che parte.
L’inesorabile viaggiar
su curve nuove come Marte.
Con i volti bendati,
tra le spighe di grano,
assaporarla beati.
La bellezza d’ una mano,
occhi ammutoliti.
Stringerla, per amor sforniti
e sussurrare, “piano”.
come un treno che parte.
L’inesorabile viaggiar
su curve nuove come Marte.
Con i volti bendati,
tra le spighe di grano,
assaporarla beati.
La bellezza d’ una mano,
occhi ammutoliti.
Stringerla, per amor sforniti
e sussurrare, “piano”.

Da Valentina X
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Commenti
Bella poesia Valentina...molto delicata
Complimenti ciao.
Complimenti ciao.


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