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Le lune di Dalla

Io mi ricordo la incontrai su una panchina, il naso rosso, il cappellino.. gli occhi lucidi della neve che le stava intorno.
Aveva una cuffietta ed un piccolo stereo che stringeva fra le mani ingreddolite.
Mi sorpresi del fatto che la panchina era comunque bagnata, ma aveva steso una specie di plaid e quando si accorse che mi sarei fermato ne puli un altro pezzo ed allungò quel panno per farmi sedere..
Mi fu semplice dire... " cosa stai ascoltando "... mi passò la cuffietta ed io vidi i suoi occhi accendersi ad ogni pasaggio di quella musica che le arrivava silenziosa.
Io invece li chiusi... per un momento scpariva la panchina.. il parco e ritornava un mondo dimenticato...quasi trent'anni dopo.
" Dalla... come fai a sentire queste cose.... non sono del tuo tempo... non eri nemmeno neanche nata..."
- le cose belle non hanno tempo... eppoi neanche la musica ha tempo... nasce quando l'ascolti per la prima volta..
" bello quello che dici...ma... io ti posso... forse capire... ma... quelli della tua età...e
- l'è non esiste dal momento che ascolta altre musiche...da oltre quarantamila lucide e con tutti i confort e con il finimondo per un semplice graffio... io invece ho fatto rivenirniciare da un amico che non ha voluto nulla..una seicento di mi zia... e ci ho msesso pure i pupazzetti di natale comprati dai cinesi...


La neve scendeva leggera... copriva ogni cosa... e per un istante pensai che ci sono cristalli anche in questo tempo, istintivamente le presi una mano... e lei si tolse un guanto.. mamma come sei gelato


Ora fiocchettava... il viale tornava immacolato di passi.. cosa avrei pagato per sentire il suo piccolo mondo appoggiarsi alla mia spalla..


Ed invece dai suoi jeans vidi una donna...oltre la bambina...e questo mi stordì prima eppoi mi trascinò in n vortice di sogno che cercai di trattenerlo con i miei occhi chiusi..


- Devo andare ... mi disse
" come devi andare... nella vastità del mondo in cui non l'avrei più rivista... mi guardava


Il suo viso biancheggiava contro la punta rossa del naso
i suoi occhi.. che non riuscivano a staccarsi dai miei risplndenvano di un mondo che sfioravo appena...


Quando arrivò in fondo... si girò staccando una foglia dal ramo..e mi guardò ancora......




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Opera scritta il 14/12/2017 - 09:18
Da Franco Demari
Letta n.1404 volte.
Voto:
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Commenti


Ecco, trovo un racconto delicato come i fiocchi di neve,e molto molto bello!!

Anna Cenni 15/09/2022 - 11:42

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magic! mi è piaciuta :)

daniela cesta 02/02/2018 - 22:14

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