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Alla Fine

Tu non capisci quant’è opprimente
palpare il distacco con mano morta
vestirlo di speme dal cuore sorta
che volta per volta illude abilmente.


Per ciascun tuo ciglio un petal’ pendente
ch’al guardo vicino un ragno sopporta,
coagulata in cemento aria smorta
vibra tra noi un muro similmente.


Or' ho finito di staccare spine
inchiodate in fra me come decori
vedi: io son tutto quello che io ho


perciò se devi andare vai ma no
non parlare di rose gialle e fiori
solo sento il vento e co'llui la fine.




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Opera scritta il 17/01/2014 - 02:45
Da il tidide Diomede
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