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Talvolta in flashback sottintesi

Non ho mai inteso del tutto
nei métro l’esagerata riservatezza
da Parigi a Napoli a Milano
quella che assumono certi
impettiti personaggi
uomini donne persino ragazzini
chiusi in una triste solitudine
con lo sguardo incernierato lontano
teso solo a un cosmetico apparire.


Tu invece con trascurata compitezza
porgendo le terga a una signora âgée
cantavi arie verdiane davanti a me:
"Bella figlia dell’amore
schiavo son dei vezzi tuoi
con un detto un detto sol tu puoi
le mie pene le mie pene consolar..."


Cantavi romanze melodiose
e dal ridere io morivo
all’espressione sui visi dei vicini
che lasciavano i loro sorrisi fuggire
sulle rotaie rumorose
li inabissavano nel buio
immenso e vacuo dei finestrini.




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Opera scritta il 10/01/2022 - 17:24
Da Carla Vercelli
Letta n.784 volte.
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Commenti


E' sempre un grande piacere leggerti Carla

Anna Rossi 11/01/2022 - 02:46

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