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OASI

Eccoci qui amici, a raccontare una nuova avventura.
Allora, sabato ho proposto al mio ragazzo d' andare all' oasi.
Arrivati, abbiamo trovato un cancello con un perimetro vasto.
Siamo in caserma?
Maresciallo n' do stai?
Non sapevamo nemmeno dove pagare con sincerità.
Forse cantando felicità, qualcuno ci risponde.
Andiamo verso il primo cancello aperto, magari fossi una scimmietta per scavalcare quello chiuso.
In lontananza vediamo una piccola casetta di legno, dove facciamo i biglietti per entrare.
Come prima cosa vediamo la tartaruga gigante nel laghetto, che si abbronza, manca solo la canzone di Fred de Palma l' estate non vale.
Poi la lepre leprotta, che ogni tanto vedo correre anche nei campi.
La nutria, un castoro lungo con coda di topo, che nuota e corre poi nella terra.
Spaventosa e affascinante, guai se ti morde.
È presente anche nei fiumi.
Una volta pensate mio padre l' ha scambiata per un gatto, perché era distesa ed era marroncina.
I cavalli, che piano piano si avvicinano a te per farsi accarezzare.
Hanno una criniera bellissima.
Chissà magari un giorno li cavalcheremo.
Poi ci sono i grifoni e altri volatili.
Alcuni hanno le voliere aperte e io cammino prudente, lasciando che passino.
Sono una fifona, ma certi non sembrano proprio bonaccioni.
Il mio ragazzo, li accarezza e mi dice che paura ho se mi piacciono gli animali.
Eh ma hanno il becco lungo, pensa se mi beccano le gambe.
Vorrei essere Mary poppins e tirare fuori dalla borsa un po' di cibo.
Magari anche un panino.
È un ora che cammino.
Per finire troviamo in un lago un uovo.
Io so che è un uovo e non un sasso perché c'è il guscio e poi il sasso è più duro.
Per scherzare lui mi spinge un po' dal sedere.
Immaginate se cado nel laghetto.
Almeno dai prendo l' uovo per fare una frittata.
I grifoni a fine percorso, parlano e io so distinguere l' uomo dalla donna.
La donna ha l' occhio dolce e sta su una gamba e parla tanto, il maschio è quello tranquillo.
Si caro mio, la donna è come una giornalista, non gli manca il verb.
Quindi adesso vai nell' acquario e regalami un pesce da portare a mio padre.
Dico di averlo pescato io, shh, ballando il ballo del qua qua.



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Racconto scritto il 13/09/2018 - 19:39
Da Mary L
Letta n.1433 volte.
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Commenti


Evviva Mary
Anche se fifona
A dire il vero, anch'io ho un po' di timore, soprattutto delle nutrie....sarà che ne abbiamo il Tevere pieno ed è complicato distinguerle dalle pantegane...che oasi

laisa azzurra 14/09/2018 - 12:35

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Grazie a tutti

Mary L 14/09/2018 - 12:30

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Bello questo racconto.

Antonio Girardi 14/09/2018 - 11:44

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Racconto da sorseggiare...
ogni tre parole una risata...
a me piace molto leggerti
sei divertente e originale...
proverò a cantare felicità dove non trovo accesso

Grazia Giuliani 13/09/2018 - 21:57

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Tesoro ciao...sei un'avventura continua e io ti voglio un bene dell'anima...un abbraccio stellina...

Margherita Pisano 13/09/2018 - 21:35

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