Aspettiamo il giorno, nelle sue sofferenze.
Cantiamo e viviamo come anime speciali
fingendo di perderci infangando la quiete.
Si prevedono tempi che di gran lunga sono
animati da corsie di sorpasso,
di rallentamenti e di soste improvvise
che urlano trascinando i piedi.
Alcuni molto ansiosi ed altri sicurissimi:
una via di mezzo non c'è mai.
Equilibrio inesistente, ma il donare è presente;
organi richiesti per un domani, senza controlli,
vanno scartati: a nulla servono
se il cuore non ci mettiamo,
studiando pezzi donati a volte nell'oscurità.
Siamo laboratori a cielo aperto,
dove l'ansia corre in terza corsia
e la sicurezza è un muro che non sente.
Doniamo frammenti di noi al buio,
sperando che qualcuno, domani,
sappia leggere tra le fibre del cuore
e non solo tra i battiti del tempo.
Siamo architetture di carne e fretta,
scarti di un'officina che non sa pregare.
Cantiamo e viviamo come anime speciali
fingendo di perderci infangando la quiete.
Si prevedono tempi che di gran lunga sono
animati da corsie di sorpasso,
di rallentamenti e di soste improvvise
che urlano trascinando i piedi.
Alcuni molto ansiosi ed altri sicurissimi:
una via di mezzo non c'è mai.
Equilibrio inesistente, ma il donare è presente;
organi richiesti per un domani, senza controlli,
vanno scartati: a nulla servono
se il cuore non ci mettiamo,
studiando pezzi donati a volte nell'oscurità.
Siamo laboratori a cielo aperto,
dove l'ansia corre in terza corsia
e la sicurezza è un muro che non sente.
Doniamo frammenti di noi al buio,
sperando che qualcuno, domani,
sappia leggere tra le fibre del cuore
e non solo tra i battiti del tempo.
Siamo architetture di carne e fretta,
scarti di un'officina che non sa pregare.
Poesia scritta il 20/09/2026 - 10:21Letta n.7 volte.
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