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L’Alba del Serafino (La risata…)

§ duo
La risata del picchio


Nell'oceano Pacifico meridionale a sud del Tropico del Capricorno, a circa due terzi della rotta coperta dagli albatros quando migrano dall'Australia all'America, si estendono le Pitcairn, un piccolo arcipelago di sole quattro isole vulcaniche. Il luogo meno popolato al mondo. Raggiungibile solo via mare, e priva di alcun porto naturale, nella lontana Oeno regna il Signore di pandano. Oltre due stretti passaggi scavati nella barriera corallina, tra la laguna centrale e un minuscolo banco di sabbia sorge il castello Mastro.
L’ermetico Signore cavalca verso una terrificante sciagura che colpirà Poèsia se non si dovesse trovare in tempi brevi il successore al trono. In questi undici anni del regno di Hadrianus, l’Alto Spirito sopra questo luogo del mondo è stato se così si può dire assente per diatribe tra Colui il cui nome non va pronunciato e l’angelo Adam che diede il via a tutto: vita e morte, dolore o gioia, felicità e disperazione. Incominciò Adam la lotta con gli altri Alti Spiriti e per la sopravvivenza dell'umanità, la prova finale, che portò gli uomini a lottare per la propria esistenza e per quella dei Signori del Rigo. Adam rinchiudeva in sé il fulgore della nascita del mondo. Giocò con la notte distendendola sui quattro punti cardinali, e rinchiuse la luce e la grazia in un area chiamata Eden, dove tutto è intriso della luce divina. Ciò non piacque a Hashem che inviò l’angelo accusatore col compito di riportargli quel figlio, Samael il distruttore che però rinchiuse Adam nel libro di Enoch, ribellandosi a “Il Nome”.
Hashem lo ricusò dalla sala del trono di Merkavah, tagliandogli una delle ali come monito per gli altri suoi figli.
Una tempesta scaraventò sulle coste dell’isola di Pitcairn due teste di pietra vulcanica che per l’ultimo incantesimo di Adam prima della perenne prigionia diedero vita ad altri due Signori del Rigo, il Signore di Raja Ampat e il Signore di Desolazione. Entrambi forgiati dal desiderio di sottrarre conoscenza e cultura a tutto il regno di Poèsia.
Infuriato “Il Nome” ordinò a Samael di portargli l’anima di Adam. L’angelo distruttore iniziò a fissarlo dal libro, ed ebbe paura. Quell’anima risplendeva come il sole, ed accecò i suoi occhi che fino ad allora la fissavano. Samael estrasse la spada dal fodero ed innalzò una colonna di fumo tra il libro di Enoch e Hashem, così da far fuggire il giovane figlio Beliar.


Il piccolo angelo cavalca con un palloncino gonfiato a bocca, legato al polso, con dentro il profumo della laguna oltre la barriera corallina. Capita che diventi tutto sabbia, e il mare si ingrossa. E le onde, o meglio un’onda lo infradicia, sempre la stessa… Si scrolla di dosso le gocce, e dal cuore.
E resta il ticchettio d’un picchio.
E’ nato sul finire di un febbraio, quando le primule disegnano in anticipo la primavera.
Il Signore di pandano ha imparato da subito che con i bambini capirsi è semplice. Quando ti allungano la mano hanno già scelto di fidarsi di te… sono angeli che con la prossima aurora avranno ali che diminuiscono man mano che le loro orme si allungano, quelli che vi mettono un ricordo dentro la tasca rubandovi i confini che avete accettato, orizzonti dimenticati.
Così lo guarda giocare con quel palloncino, tra i capelli mattini liberi di colorare fuori dai bordi dei limiti dell’immaginazione. E giocano con le sensazioni le vivaci parole dei bambini, le immagini trasmettono percezioni che prendono in prestito tutto il possibile… dal tangibile.
Non ha mai smesso di prendersi cura di lui, ma ha smesso d’avere un’età il Signore del Rigo di Pitcairn. Finchè avrà vita, dentro a un battito oltremisura il canto di un beccaccino salirà tra orme piccole e grandi con quello del figlio dell’amico Samael.
Beliar guarda per un momento verso gli alberi… ciarla il codirosso oltre la piana. Il sole zafferano casca mogio dietro la collina mentre fra i rami un codibugnoli dorme col barbagianni. Scivola tra le fronde uno striscio tra l'andante e il largo di un adagio.
Ora il galoppo è un trotto. Sullo zirlo del tordo nella viuzza tronca il gallo chicchiricchia. La gallina crocchia.


Chissà fino a quando a Poèsia si potrà fare liberamente, intendo respirare, perché lì è tutto frutto della fantasia.
Il Signore del Rigo di Raja Ampat marcia con il suo esercito tra isolotti rocciosi ricoperti di fitta vegetazione. Li osserva il mare turchese.



-Il Signore del Rigo di Pitcairn è custode del novenario e del verso degli oscini



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Racconto scritto il 08/09/2020 - 06:17
Da Mirko D. Mastro(Poeta)
Letta n.196 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie di cuore..

Mirko D. Mastro(Poeta) 10/09/2020 - 07:54

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C'è un non so che di familiare in questo racconto di fantastica magia... inusuale il senso di raffigurare un mondo speciale, ma colgo un profondo significato che splende di poesia, quella vera, senza finzione mi ruba via. Complimenti bellissimo!!!

Margherita Pisano 08/09/2020 - 21:42

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Condivido i giudizi precedenti, molto interessante anche questa storia, intrisa sempre di un’aura poetica

Anna Maria Foglia 08/09/2020 - 15:05

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Ma che bel racconto questa continuazione veramente pieno di magiche descrizioni.... poi quel mare turchese che osserva ....

Maria Luisa Bandiera 08/09/2020 - 15:01

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L'introduzione a un luogo di pura magia, descritto come un paesaggio di raro accesso al quale seguono tratti poetici bellissimi...
Ci sono regni intoccabili...
come la Storia Infinita tra il Nulla e Gmork...

Grazia Giuliani 08/09/2020 - 12:03

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