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INCIPIT DIALOGATO

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto che inizi con questo dialogo: <<Passami quello, ok?>> <<Attento…non ti sporcare>>. <<Lascia che io…oops>>. <<Non quello...il crick…e tieni a portata di mano i bulloni e la chiave inglese..cav…mi sono pizzicato>>. <<Ma tu hai capito cosa è successo?>>. <<A chi?...Cosa?>>. <<Ma non ti accorgi di niente tu…?>>. <<Perché mi guardi così? Parla…>>….


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Un ateo morto è uno che si è messo il vestito della festa, ma non ha un posto dove andare

<<Passami quello, ok?>> <<Attento… non ti sporcare>>. <<Lascia che io… oops>>. <<Non quello… il crick… e tieni a portata di mano i bulloni e la chiave inglese… cav… mi sono pizzicato>>. <<Ma tu hai capito cosa è successo?>>. <<A chi? …cosa?>>. <<Ma non ti accorgi
di niente tu…?>>. <<Perché mi guardi così? Parla…>> …ricordo che tutto è avvenuto in pochi attimi, qualche istante e poi il buio e il caos più totale. Pochi attimi ma infiniti, forti e devastanti
emozioni… paura,terrore,confusione, shock e dolore.E la plastica sotto i piedi scalzi. Ricordo solo che era metà pomeriggio, la sonnolenza e un senso come di ebbrezza. Ma nessuna avvisaglia prima della sbandata… e due querce gemelle.
E poi l’odore di mia moglie e l’agitazione e l’ansia. Ora c’è rumore. Di voci, diverse e sconosciute.
“In quella notte giudaica, sotto un cielo fulgido e nitente, per nulla coperto Giove e Saturno in una
sola orbita mostravano pastori e greggi che ancora dormivano all’aperto.” –un tale vestito come i suonatori, quelli del presepe- “In quel tredici novembre dell’anno sette avanti cristo il mio babbo,
edile in Betlemme, bussò alla bottega di Giuseppe per annunziare al marangone la paternità: basito,
imboccò la viuzza lemme.
Se ti piace far credere cadesse la neve fa pure, che fosse il venticinque dicembre dell’anno zero.
Ma stavi nel magazzeno del padre mio, in un caldo covile. Lo so, perché io c’ero”.
Parla a tre uomini seduti nel centro della sala. Una sala enorme come quelle apparecchiate per un
rinfresco. E seduto più in là con le gambe incrociate “Dio è una risposta grossolana -per chi non
mi conoscesse mi chiamo Friedrich- e un’indelicatezza verso noi pensatori”.
Nietzsche!? Il filosofo… ma dove sono, e cosa ci faccio qui? Poi si alza in piedi un uomo che con
voce pacata “Jules Renard, scrittore… è molto più difficile non credere che credere in Dio, i veri atei sono quasi introvabili”. Uno dei tre uomini al centro richiama alla calma. E’ vestito con fresche stoffe di colori vivi come gli hippies, e al collo porta una vistosa collana con un cerchio vuoto come quelli per le chiavi. Il signore più a destra, un uomo di mezza età coi capelli spettinati e un serto di alloro si alza e indica col dito qualcuno in fondo alla stanza…
“A Betseda, sai, il disgraziato ciecomuto che subdolamente graziasti aveva un nome: io e Bartimeo prima delle tue frodi giocavamo sempre alle tabulae lusoriae. E dalle tavole orizzontali con le dodici linee, alle tavole incrociate con tre chiodi il passo è breve Rabbi, non trovi?” A parlare è un tizio
che guardano quasi tutti incuriositi, vestito come un centurione che scoppia in una grassa risata.
“Il sudario adulterato poi è stata una trovata da maestro, Maestro. E quel tre aprile dell’anno trentatre infilare via Della Fuga al crocicchio con via Crucis per eclissarti a guisa del natante
imbozzato sull’arenile non era niente altro che una lapalissiana conseguenza al tuo disegno
preternaturale.
E l’artifizio della moltiplicazione? Quante panzane… Sulle rive del Giordano un subisso di vitto da cinque pani d’orzo e due pesci, pania realizzatasi con la correità di Filippo e Tommaso che dal lago Tiberiade condussero e orpellarono nottetempo le pietanze, per tua vesania”.
L’uomo al centro aggiustandosi i capelli “O forse una vitella è più di una costoletta, e forse non è
tutto latte vaccino… o puramente caglio” –sentenzia con fare garbato.
Dal mio tavolo si desta qualcuno “Il mio nome è Heinrich Böll, anch’io scrittore… gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio”. E dopo di lui “Camus. Albert Camus, drammaturgo eccetera
eccetera. Io non credo in Dio e non sono ateo”. Quello dei tre uomini al centro che finora aveva
ascoltato con gli occhi chiusi, forse sulla settantina, sollevando il capo e portandosi le mani giunte
sul doppiopetto “Intanto gli atei hanno l’enorme pregio di non suonare le campane alle 8 del
mattino…”. E sorride da sotto la barba curata. “E tu, che hai da dirmi?” –guardandomi forse.
Mi sollevo sulle gambe e vergognandomi un po’ per le mie braghette corte “Dice a me, signore?!”.
“Sì poeta, chiedo anche a te che scrivesti ULIVO… che lorsignori possono andare a leggersi,
e cito UN LEBBROSO SUPERFLUO IN VITA / MI E’ SERVITO SU TRAVI INCROCIATE /
APPESO AI CHIODI TRA I POLSI E LE DITA”.
“Signore, non sono sicuro di avere capito chi è lei…”. Ma un colpo di tosse mi salva come a scuola
il suono della campanella “Scusami collega, Alain Bosquet come te poeta… Dio si prosterna davanti alla mia poetica, più divina che lui. …credete esageri?”. Non riesco a togliere gli occhi da quelle mani in preghiera, prendo un respiro profondo “…io, signore, voglio solo tornare dai miei figli e da mia moglie. E scrivere ancora una poesia”.
<<Mi hai già passato quello?>> <<Stai attento Mirko… non ti fare male. Mi sembri strano, lascia che provi io… oops>>. <<Non quello… il crick… e tieni a portata di mano i bulloni e la chiave inglese… cav… mi sono pizzicato. Ma tu hai capito cosa è successo?>>.



-La fede non è un incidente. Una gomma che scoppia è un incidente. Non puoi inciampare e cadere
dalla vita… Io sono inciampato in questa citazione di Woody Allen “Per Dio, io sono la leale
opposizione”, ed è nato questo scritto.
Il titolo è un pensiero di James Duffecy, cofondatore di Wikipedia




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Scrittura creativa scritta il 04/09/2019 - 12:01
Da Mirko (MastroPoeta)
Letta n.178 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Scrivere e saper raccontare con originalità è una dote...poi tu sai metterci sempre anche il cuore perciò le tue scritture e in particolare questa mi ha affascinata enormemente!
Complimenti Mirko di cuore...ti ringrazio tanto. Buona serata!

Margherita Pisano 05/09/2019 - 22:28

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MIRKO.... Capisco... da una prima lettura non trovavo il nesso...l'incidente e poi lo stato di shock e tutti gli altri interventi. Grazie per la spiegazione e complimenti. Ciao buona serata

mirella narducci 05/09/2019 - 17:21

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Mirella… Ernesto e Loris, vi voglio ringraziare per i vostri commenti che mi danno modo di parlare di questa scrittura dall’argomento controverso tanto quanto è stata sofferta la sua stesura. L’ossatura nasce qualche anno fa in una sera di febbraio nell’anniversario della scomparsa di mio padre come attacco a quella sua fede così forte, ma che non aveva potuto niente… Tempo addietro provai a pubblicarla proprio qui nelle vesti di racconto poetico con il titolo “Giustezza palesata”, ma non andò bene. Evidentemente non era ancora pronta. Nel frattempo l’ho rivisitata innumerevoli volte, tant’è che le frasi pronunciate da ogni storico autore sono frutto di ricerca: ognuno di loro ha storicamente espresso o scritto tali idee.
Il titolo definitivo… è un gioco che ho trovato divertente e che verte sul significato di agnostico: che ha un ABITO mentale affine a chi sospende un giudizio concettuale. Forse un ateo e un credente entrambi morti e con l’abito della festa in coda…

Mirko (MastroPoeta) 05/09/2019 - 16:22

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…per un qualche aldilà hanno solo stati d’animo diversi: l’uno spera di avere un posto in paradiso, l’altro non sa semplicemente cosa aspettarsi.
Nello scritto un uomo e sua moglie dopo aver sbattuto per una foratura cambiano una gomma, ma lei non si accorge che il marito è stato di shock: in quegli attimi si ritrova in un’assemblea di atei al cospetto del Padreterno. Alla fine concludo dicendo di voler tornare solo dalla mia famiglia, e di poter scrivere ancora… in quanto non ho sufficiente conoscenza per esprimere un giudizio. E come giustamente sottolinea Laisa nessuno al mondo è detentore della verità. <<Ma tu hai capito cos’è successo?>> Neanche io Mirella… un uomo comune seduto al tavolo di autori storici, al cospetto di Dio tra atei illustri con la mia piccola poesia e un po’ di agnosticismo.

Mirko (MastroPoeta) 05/09/2019 - 16:21

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Splendido e molto elaborato nonostante la semplicità del tema.

Antonio Girardi 05/09/2019 - 16:00

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Ci terrei moltissimo a confrontarmi con voi amici poeti, abbiate solo pazienza... sono al lavoro, entro sera vorrei esprimervi le mie opinioni. Grazie a tutti

Mirko (MastroPoeta) 05/09/2019 - 12:58

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Condivido il giudizio generale di lavoro originale che, perciò, fa riflettere. Un plauso alla spinta alla riflessione. Nel merito delle idee espresse lascio all'autore la libertà di esprimerle. Il modo, forse troppo sintetico di esposizione, lascia spazi a desideri di chiarificazione su un solo punto: non credo si possa parlare delle idee di storici autori in maniera fantastica.

Ernesto D'Onise 05/09/2019 - 12:40

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MIRKO....Il titolo cosa vuol dire, che un cristiano morto a dispetto di un ateo vestito a festa è sicuro che va in Paradiso!? Questo pregiudica il racconto, fantasioso (tra un cambio di gomma e una vite) si afferma quanto di falso c'è nelle scritture. Gia stai sognando una leale opposizione da ateo. La chiusa <<Ma tu hai capito cosa è successo?>> Io forse no...perdona la mia riflessione spontanea e discutibile. 5***** per un tema cosi delicato.

mirella narducci 05/09/2019 - 12:24

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Mi perdo un po', ma è colpa mia....
"La fede piuttosto che lo scetticismo" e tt questo al cospetto dei Grandi.
Mirko, che tu sia geniale, è assodato, ma prima di tornare ai tuoi bulloni, avresti potuto dire: nessuno al mondo
è detentore della verità. Presto o tardi, tt sapremo.
Eccellente

laisa azzurra 05/09/2019 - 11:37

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Mirko, aggiungo i miei complimenti...
riprendere il filo dopo una parte centrale così impegnativa non è banale, la risoluzione del testo merita un plauso per originalità...
Bravissimo!

Grazia Giuliani 04/09/2019 - 22:04

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Concordo con Adriano sulla singolarità dello scritto. E ti faccio i miei complimenti.
Il titolo mi lascia un po' perplesso ma forse non è questo il luogo dove avventurarsi sul concetto di agnosticismo soggettivo.
Un saluto

Loris Marcato 04/09/2019 - 15:55

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singolare scrittura in cui, partendo da un banale cambio di gomme, affronti delicati aspetti di fede.
Riesci sempre a sorprendermi...
(hai inaugurato nel migliore dei modi le scritture di settembre...spero che altri ti seguano)

Adriano Martini 04/09/2019 - 15:12

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