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Giù sulla strada

C’è un filo di luce che collega la terra al sole,
lo colgo stando disteso su questo crinale verde.
E’ passata una giornata,
e io sono ancora giù sulla strada.


Sento il frinire degli insetti come una naturale
colonna sonora di questo posto.
Sento le scapole alate sotto il maglione
e il tuo borbottio dimesso, incompiuto.


E’ da tanto che sono fuori di casa.
C’è una siepe che delimita l’orizzonte,
e non mi fa scorgere cosa c’è più in là
Sono giù, giù sulla strada.


Ampi rigagnoli scorrono verso valle.
L’acqua è fresca, sa di montagna.
M’immergo i piedi in questo scrosciare lento
e penso a te che stringi un gatto in grembo.


Ho mangiato poco durante questa mia dipartita,
ma ho pensato molto, in compenso.
E ho capito quanto in fondo ti amo,
ora che vado giù, giù sulla strada.


Accelero il passo per arrivare prima da te
e colmare i tuoi vuoti di un pieno devoto, buono.
Starai ancora lì ad aspettarmi,
ora che sono giù, giù sulla strada?




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Poesia scritta il 17/09/2017 - 13:36
Da Giulio Soro
Letta n.1240 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Anch'io mi associo al musicarla

Cesare Caliendo 19/09/2017 - 09:34

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Si, concordo con la frau, tutta in quartine armoniche, potrebbe essere cantata o musicata, in effetti. Ciaociao.

Spartaco Messina 18/09/2017 - 18:44

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Molto bella da musicare, complimenti

genoveffa frau 18/09/2017 - 12:55

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