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non chiamarmi

Non chiamarmi vate:
non mi circondo d'immensa ispirazione;
non appellarmi veggente:
non leggo il futuro
in una palla di vetro;
non dirmi che sono poeta:
il plettro con cui presumo
di vibrare le corde
della tua anima,
strimpella a vuoto
una canzonetta,stonata
e frivoletta;
chiamami buffone:
ridicolo saltimbanco,
ora triste,sofferente,
ora allegro e mattacchione;
un anonimo carente di ragione;
un tipo un po' diverso
che si rispecchia in un verso,
poco incline all'azione.
Gioco con la rima
per guadagnar vana stima.
inseguo il grande sonetto
e mi faccio lo sgambetto.
ma insomma chi sono veramente?



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Poesia scritta il 07/09/2013 - 17:23
Da fedel Franco 2 Quasimodo
Letta n.1480 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Mi è piaciuta molto, scorrevole e ben rimata, complimenti.

Paolo Cangialeoni 12/09/2013 - 11:51

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ottima lirica originale sul ruolo del poeta complimenti

stefano medel 12/09/2013 - 06:42

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