Sfiora un dito il piano
come un rigo sulla pelle
mentre la neve cade
nel silenzio di
una lacrima rappresa.
Filtra una luce
tra le polveri dei tasti
un'anima bisbiglia
si strugge per l'armonia
che arranca
tra una nota sbavata
e l'arpa che stona.
Fuori è già
un telo bianco
come sudario
che aspetta una ouverture
nella notte fioca.
La luna arabescata
da un velo alabastrino
inizia a solfeggiare
ed è mio
il pianto silente
che sento.
come un rigo sulla pelle
mentre la neve cade
nel silenzio di
una lacrima rappresa.
Filtra una luce
tra le polveri dei tasti
un'anima bisbiglia
si strugge per l'armonia
che arranca
tra una nota sbavata
e l'arpa che stona.
Fuori è già
un telo bianco
come sudario
che aspetta una ouverture
nella notte fioca.
La luna arabescata
da un velo alabastrino
inizia a solfeggiare
ed è mio
il pianto silente
che sento.

Da Anna Cenni
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Commenti
Grazie di cuore Francesco e MariaAngela, due gran bei commenti!!





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C'è tanta poetica fine in questa bellissima e triste poesia, le cui note del pianoforte si incastonano in uno scenario surreale....





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Il piano che emoziona e delicatamente, suona la vita. Bellissima






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Cioè..giorni e notti sotto le stelle.


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Posso ben immaginare cosa ha visto lui!! Credo che il più profondo abisso..io l'ho visto, e ho sfiorato il marciapiede, cosa possano farti gli altri...grazie di cuore Mirko, mi piace il rap!! 



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"Tu non sai che cosa ho visto
Un altro me uscire di casa
La mattina presto e sbattere la porta
Mamma piange al posto mio
Soltanto per cercare di darmi la forza
Anche stavolta è andata storta
E poi non sa cos'altro dire
Se non che dopo aver toccato il fondo
Non si scende, puoi solo salire.
La delusione vista in uno specchio
Giuro, aveva la mia stessa faccia
Tu non sai che cosa ho visto"
(Ouverture di Lazza, rapper e musicista)
Un altro me uscire di casa
La mattina presto e sbattere la porta
Mamma piange al posto mio
Soltanto per cercare di darmi la forza
Anche stavolta è andata storta
E poi non sa cos'altro dire
Se non che dopo aver toccato il fondo
Non si scende, puoi solo salire.
La delusione vista in uno specchio
Giuro, aveva la mia stessa faccia
Tu non sai che cosa ho visto"
(Ouverture di Lazza, rapper e musicista)


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Marina grazie dal cuore, che bel commento il tuo!! Sempre presente sei per me!!






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La trovo magnifica nel suo struggimento.
Un mosaico di immagini che riportano a una musica desiderata ma che non arriva e lascia spazio ad un intimo pianto notturno. Davvero splendida, mia scapigliata, un abbraccio

Un mosaico di immagini che riportano a una musica desiderata ma che non arriva e lascia spazio ad un intimo pianto notturno. Davvero splendida, mia scapigliata, un abbraccio





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Un commento molto preciso Aquila!! Grazie davvero!! 



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Freddo a sottolineare la struggenza.


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Grazie per la tua sincerità zio, grazie mille!! 



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La tua poesia che non aspira ad essere bella ma a trasmettere nel modo più semplice e sentito il disagio e la pena d’esistere.








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Mario sempre gentilissimo!! Grazie infinite!! 



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Poesia ricca di significati.


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Già...grazie di cuore MariaLuisa!!





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Il pianto nel cuore è vivo su ogni piano di consapevolezza.





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