RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Giambruno B.


Fu illuso dal boom degli anni ottanta sulle nevi del suo Appennino, quando sembrava che per lui si aprissero “le magnifiche sorti e progressive”.
Maestro di sci, ambito dalle turiste dei numerosi alberghi, non si poteva abbassare alla vita e alle donne della piccola frazione.
Aspirava a ben altro!
Furono le successive crisi a far diminuire lentamente l’afflusso turistico e con esso i successi personali.
Lo tradì l’illusione delle settimane bianche, nella quale visse anche la sua vita quotidiana; il tempo lo consumò come il sole scioglieva la neve ogni primavera.
Si ritrovò a dividere il resto della vita e la Punto verde con la sorella, come un vecchio prete.... (continua)

Glauco Ballantini 21/04/2026 - 09:41
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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I lucchetti che aprono dove la notte è più soffice


Le forgiarono tanto tempo fa, ma nessuno sa come andarono smarrite.
Erano quattro le chiavi che potevano aprire il suo cuore, e vennero disperse nei punti cardinali.
A Est di una qualunque alba che non fosse la sua, i figli dell’uomo dietro al cappello trovarono la prima delle chiavi.
Accadde che dove il Nord scivola nel nulla, per puro caso la sorella più giovane raggiunse la seconda chiave… e la terza giù a Sud impegnò in estenuanti ricerche, finché non lo accarezzò la morte, il padre.
Nel Sud della sera quello che avrebbe dovuto essere l’amore della sua vita, smise di cercare.
La quarta chiave rimase tra le linee sulla mano della Strega della Notte Infante così l'uomo il cui sangue scorreva come poesia nel vibrato di una prosa, smarrì i suoi passi.


(da Storie dell'uomo col cappello)... (continua)


Mirko D. Mastro 17/02/2024 - 06:39
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I Tuoi Sbagli


Hai fatto i tuoi sbagli, ma ora non puoi portare il peso sul petto.

Libera la tua anima, reagisci, riprenditi quella strada che avevi perso e difendila.

Con il sangue e le ferite sulla pelle.... (continua)


Ejay Ivan Lac 23/05/2026 - 01:54
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iIl mio micino dorme


Il mio micino si è addormentato per sempre, non corre più per essere inseguito, non mi chiama perché ha bisogno, non aspetta più che io torni, non si stende beato al sole, non si stende felice su di me.
Ora è in una fotografia attaccata ad una croce, sembra che mi aspetti ancora. Ed io piango perché non posso nemmeno sperare di incontrarlo. L'ho perduto come tutte le cose belle che ora non ho più, posso solo farlo vivere ancora trattenendolo dentro di me. E poi chissà, nessuno sa niente di quello che sarà dopo.
Ti viglio tanto bene micino mio, ciao Reddy ti penserò sempre.... (continua)

GIOVANNI PIGNALOSA 16/06/2024 - 16:14
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Il Bruco e la Farfalla


La Crisalide — raccontata a un personaggio ferito

Era una sera semplice, una di quelle in cui nessuno aveva programmato nulla, ma tutti avevano bisogno di qualcosa senza saperlo dire.
Il cielo si era fatto morbido, color cenere e pesca, e l’aria portava un odore di terra umida che sembrava invitare al raccoglimento.
Uno alla volta, quasi chiamati da un filo invisibile, gli amici arrivarono nel cortile della casa di campagna.
Non c’era musica, non c’era festa: solo il bisogno di stare vicini.
Si sedettero dove capitava — sui gradini, sulle pietre, sull’erba — come se ognuno cercasse un posto per appoggiare il proprio peso.
Le prime parole furono leggere, quasi di circostanza.
Poi, lentamente, il silenzio prese spazio.
Un silenzio buono, che non giudica e non pretende.
Fu allora che Salvatore, l’anziano del gruppo, li guardò uno per uno.
Aveva negli occhi quella luce che hanno solo le persone che hanno sofferto senza diventare dure.
Notò Maria seduta un po’ più in disparte, ... (continua)


Gaetano Lo Iacono 05/06/2026 - 10:55
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Il caffè del sabato.


Alzò il bavaro del cappotto; il vento della mattina presto era ancora pungente e gli sfrezzava il viso, ma presto il clima sarebbe migliorato. Era ancora inverno, ma già uno scorcio di primavera era visibile. Camminava rapido, come ogni sabato, deciso ad arrivare al suo solito bar. Già immaginava la scena: il barista che lo salutava, le solite battute sul lavoro e il tempo, e il suo solito caffè.
Pregustava già il momento quando, svoltato l'angolo, la serranda abbassata lo colpì come un pugno in pieno viso. La città intorno era la solita, ancora sonnecchiosa, con i negozi che ancora dovevano aprire e i passanti che si muovevano rapidi, incuranti del suo piccolo dramma mattutino. Scosse il capo e tirò avanti: restare a guardare la serranda non aveva molto senso. Sarebbe andato al bar vicino al suo ufficio; non era quello che voleva, ma era meglio di niente.
Camminava veloce, scocciato per quella deviazione imprevista, quando un piccolo locale attrasse il suo sguardo: non lo aveva mai ... (continua)

Marirosa Tomaselli 01/02/2026 - 10:47
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Il giorno contrario


Vive un uomo, perso nei ricordi di un giorno che comincia al contrario.
Al tramonto si leva il sole sulla casa stupita da un sogno interrotto.
L'uomo è solo, dietro di lui una Luna confusa a cui si impedisce di sorgere!
Pensieri controcorrente tornano all'origine, tra lacrime svogliate e stridenti rintocchi di cuore.
Passato e presente si guardano interdetti.
Coniugazioni irrisolte e imperfette mischiano modi e tempi. Parlare è impossibile!
L'uomo si arrende sulla soglia di un giorno che sorge al tramonto.... (continua)

Quirina Bucci 08/04/2025 - 17:13
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Il grande pero


Il grande pero era piantato nel mezzo del grande pollaio; i suoi frutti abbondanti e maturi, quando cadevano a terra, erano mangiati avidamente dalle tante galline ivi raccolte. Queste erano, per così dire, capitanate da due galli: uno più maestoso e dal piumaggio chiaro e l’altro più piccolo, rossiccio e nervoso. Tutto attorno al pollaio (che era situato sul retro della grande casa) c’erano diverse piante di cren, che al momento opportuno, venivano preparate per riempire diversi vasetti; il cren veniva ad accompagnare il bollito. Con queste pietanze veniva servita anche la “pearà”, salsa di origine veronese. Le tante uova venivano conservate nella cesta, in un luogo fresco della casa e vendute all’ambulante che veniva periodicamente nella corte. Questi commerciava in pollame e in conigli, si portava via le “graspe” quando queste avevano ancora un seppur piccolo valore. Sotto al telone aveva detersivi e mercanzia varia per la quale si spendeva ciò che si era ricavato dalla vendita dell... (continua)

Ivana Piazza 06/02/2026 - 22:06
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Il labirinto del doppio


Il Labirinto del Doppio

Elena stava aspettando la metropolitana sulla banchina affollata, quando il treno in arrivo sollevò una ventata d'aria. Voltando la testa verso sinistra, il cuore le si fermò: a pochi metri da lei, una donna con il suo stesso identico taglio di capelli, lo stesso cappotto verde e persino la stessa minuscola cicatrice sul labbro la stava fissando sotto shock, come se stesse guardando dentro uno specchio.

Entrambe le donne rimasero lunghi istanti a fissarsi. Una pensava di essere pazza e l'altra non riusciva a capire se stesse sognando a occhi aperti. Attorno a loro la folla della stazione continuava a scorrere come se nulla fosse, mentre per loro il tempo si era completamente congelato in quel metro di distanza che le separava. Poi, una di loro si avvicinò all'altra con estrema cautela.

Con passi lenti e quasi timorosi di rompere quell'incanto assurdo, si portò a pochi centimetri dal suo alter ego. Alzò una mano tremante, sfiorando appena il tessuto del ... (continua)


Costanxs Nasi 07/10/2026 - 06:50
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