RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
Armiamoci ed entriamo! Di solito nelle ore pomeridiane, in banca, c'è poca gente. Sono consapevole di cimentarmi in un qualcosa di rischioso. Ne vale davvero la pena?
Scendo da questa Pandaccia mezza scassata. Giuro che appena avrò i soldi, provvederò a comprarmi una BMW oppure una Mercedes. Indosso un copricapo di lana nero, accarezzo la mia fidata Glock 17 ed entro a passo spedito alla Monte Pascoli. Mi imbatto in una guardia giurata in sovrappeso, imbottita come un salame per via del giubbotto antiproiettile. Il tizio in questione è teso, d'altro canto, qui a Roma, spesso si registrano rapine. «Ehi Marchetti, sei in ritardo di dieci minuti. È non è nemmeno la prima volta» brontola il direttore da dietro le mie spalle. «Mi scusi!» esclamo, girando la testa verso di lui e mostrando un'espressione desolata. Diamine, devo imparare ad essere più puntuale sennò finisce che qualcuno mi ruba... il posto. Affianco il collega e speriamo che anche oggi non ci siano brutte sorprese.... (continua) ![]() ![]() ![]()
Giacomo «Sei orrendo, sei grasso, sei una palla di lardo di merda! A nessuno piaci, le ragazze ti schifano. Sai perché? Perché fai schifo al cazzo!»
Le parole meschine colpiscono come dolorosi pugni nello stomaco ma Giacomo non controbatte il suo interlocutore e non abbassa nemmeno gli occhi inumiditi. «Se un giorno sparirai dalla faccia della Terra, non mancherai a nessuno. Hai capito, ciccione?» Gli occhi del sedicenne iniziano a sgorgare lacrime, però lui ancora non se ne va. Resta lì, immobile. «Scommetto che quei due stronzi dei tuoi vecchi si son pentiti di averti messo al mondo. Dovevi rimanere nelle palle secche di tuo padre. Sarebbe stato meglio per tutti!» Queste ultime frasi gli procurano più male delle altre, cosicché Giacomo finalmente decide di allontanarsi dallo specchio della sua camera da letto lasciandosi andare ad un pianto liberatorio. «Mi sono svuotato e quindi sono a posto. Vi faccio vedere io e dimostrerò che sono più forte di voi!» pensa l'adolescente tra il riso... (continua) ![]() ![]() ![]()
Il cono Anni fa, in un tardo pomeriggio, mentre stavo passeggiando, vidi un cono stradale di colore arancione dalle strisce bianche accanto a una graziosa abitazione dalla porta rosa confetto. Sogghignando, lo raccolsi dal momento che mi balenò in mente un'idea di come sfruttarlo. A tal proposito, essendo stato invitato in un pub per un compleanno, decisi di adattarlo a mo' di cappellino da festa al fine di apparire originale.
Appena tornai a casa, utilizzai un trapano per ottenere due forellini, uno a destra e uno a sinistra per poi collegare un elastico alle due estremità. Provai il birillo e notai divertito che mi calzava a pennello. Quella sera non feci scalpore, semmai furore guadagnandomi i complimenti di Mattia, il festeggiato e dei presenti. In men che non si dica, mi ritrovai al centro dell'attenzione e al centro della pista da ballo. Irene, la fidanzata di Federico, un caro amico mio, fu l'unica a mostrare la sua contrarietà nei miei confronti. «Non capisco come fai con quella ... (continua) ![]() ![]() ![]()
Lo specchio della bisnonna Da bambino, ogniqualvolta andavo a trovare mia bisnonna materna, avvertivo un senso di angoscia, in quanto ritenevo che nella sua abitazione dimorassero strane presenze.
Ricordo ancora oggi la sua ombrosa camera da letto dall'arredamento in vecchio stile, tra cui un’antica toletta in mogano dal grande e terrificante specchio. Malgrado ciò, spesso mi prodigavo a specchiarmi e a fare le linguacce oppure ad imitare le mosse dei Power Rangers, i quali rappresentavano i miei idoli d'infanzia. Nel tardo pomeriggio di un giorno d'estate accadde un episodio degno di nota. «Se fissi a lungo lo specchio, potrai vedere un fantasma» mi disse la bisnonna, entrando di soppiatto nella camera da letto tanto da farmi trasalire. «Come c'è finito?» le chiesi intimorito. «Sai, siccome l'altra notte non mi lasciava dormire, dopo averlo sgridato, si è rifugiato lì dentro.» Uscii, correndo fuori da quella stanza e, con un'espressione spaventata, lo raccontai ai miei famigliari che in quel momento eran... (continua) ![]() ![]() ![]()
Due vecchie amiche Agli inizi degli anni novanta, abitavo a Trabia, una cittadina della provincia di Palermo, in un piccolissimo quartiere fatto di case non proprio piacevoli alla vista e con un sovrastante palazzo grigio che senz'altro rendeva ulteriormente monotona la zona. Avevo sette anni e mentre stavo rientrando da scuola, la mia sensibilità fu mirabilmente colpita da due donne anziane di mia conoscenza che piangevano inconsolabilmente. La signora Rosa e la signorina Adele, entrambe sulla sedia a rotelle, oltre ad essere vicine di casa, erano ottime amiche. Da tantissimo tempo vivevano in appartamenti adiacenti al piano terra e quasi ogni giorno, specie nelle belle giornate, amavano piacevolmente discutere, talvolta pure a "cuttigghiare" (pettegolare) persino dei parenti stessi ma tra di loro c’era un innegabile rispetto.
Con discrezione mi prodigai ad ascoltare la conversazione e scoprii cosa le affliggeva. Il proprietario dell'abitazione in cui Rosa per circa trent'anni aveva vissuto, ... (continua) ![]() ![]() ![]()
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