RACCONTI |
In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati da ogni singolo autore. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Autore |
RAPPORTI CON I FRATELLI Giuseppe Mazzini, illustre personaggio patriottico del passato, sosteneva che la famiglia è la PATRIA del cuore.
In effetti, le cose più belle, nascono nella famiglia, così come i primi contrasti. Quando si generano inevitabili spaccature, trovare il rimedio, è il primo passo verso la riappacificazione. Tuttavia, capita di assistere a sgradevoli episodi di allontanamento fra fratelli, ad incresciosi scontri verbali, che insidiano il legame profondo. Prendendo le giuste misure, è possibile riavvicinare i rapporti e ripristinare l’armonia. Quando un rapporto tra fratelli si rovina, le cause possono essere molteplici. Anche se è complicato rompere il ghiaccio, e fare la prima mossa, lasciarsi alle spalle ogni tipo di incomprensione è il rimedio migliore per allacciare di nuovo un rapporto compromesso. ![]() ![]() ![]()
GIANLUCA FIRETTI Gianluca Firetti, per gli amici Gian, venuto alla luce l’otto settembre del 1994, a Sospiro in provincia di Cremona.
Un ragazzo come tanti, si impegna a scuola, disponibile, espansivo e simpatico, è amico di tutti, ama il calcio; tanto da intraprendere la strada del calciatore. Nel Dicembre 2012, all’età di 18 anni, il malessere si manifesta durante una partita di calcio, avverte dei dolori lancinanti alle gambe, la diagnosi dei medici è terribile: “osteosarcoma” un tumore alle ossa che non da scampo, attacca i muscoli, i legamenti, cartilagine e i vasi sanguigni, infatti in breve tempo peggiorerà. Durante la malattia Gian incontra Gesù tramite un sacerdote e la sua Fede esplode, si rafforza e si espande nel cuore, la sua preghiera diventa accoglienza, la sua devozione forma la sua breve vita e l’amore per Gesù. Gian, ha paura della morte ma non la teme, Gianluca consiglia e raccomanda i ragazzi giovani come lui di farsi plasmare dall’amore di Dio. ![]() ![]() ![]()
ADDIO UNITRE In un piccolo paesino della Valfortore, un gruppo di sei amici, ormai avanti con l'età ma pieni di iniziativa, decise di dare vita a qualcosa di speciale: l'Università della Terza Età. Senza grandi risorse, ma con tanto entusiasmo, scelsero come sede la Comunità Montana del Fortore e organizzarono tutto alla perfezione. Gli iscritti furono subito numerosi, circa settanta, e tutti partecipavano con grande interesse. Le lezioni, tenute da docenti volontari, si svolgevano due volte a settimana per circa un'ora e dieci minuti.
Non solo si frequentava: durante le festività si organizzavano cene e serate danzanti, momenti di condivisione che rendevano l'ambiente ancora più caloroso e accogliente. Tutto andava a gonfie vele, le lezioni erano seguite con attenzione e la frequenza era costante. Poi arrivò la pandemia. Come in molti altri aspetti della vita quotidiana, l'Università della Terza Età fu costretta a fermarsi per qualche anno. Quando, finalmente, fu possibile riprendere le attivit... (continua) ![]() ![]() ![]()
INTIMI RICORDI Da ragazzino, a primavera inoltrata, quando il sole s’affacciava dietro ai monti, venivo con te, in quel luogo chiamato “Creta Rossa” per poi scendere verso il fiume.
Ero felice, tu lo capivi, mi osservavi col tuo sguardo energico di giovane madre; quasi indagatrice, mi stringevi la mano e mi rassicuravi: “tra un po’ giungiamo al fiume, apprezziamo e osserviamo la natura, guardiamo attentamente gli uccelli volare nel cielo azzurro e gli alberi fiorire! ” Io non comprendevo perché a quell’età si dà per scontato la bellezza ed io non capivo e non apprezzavo. Aspettavo il ritorno a casa dal fiume per poi ritornarci con il gruppo di amici. Noi eravamo quelli che amavano il fiume e l’acqua. Era la nostra passione, i primi bagni, le prime nuotate nella “briglia” dove tanti di noi facevamo tuffi e nuotavamo per ore. Era il nostro mare estivo, con la nostra spiaggia e la nostra comitiva. Il bagnasciuga era di cemento e le nostre cabine erano i cespugli. Tutto questo era allegria... (continua) ![]() ![]() ![]()
VICO PARADISO, I NASTRINI …IL TEMPO CHE VIA La luce stanca dei lampioni ravviva “Vico Paradiso”,
con passo lento e assorto nei pensieri ritorno alla dimora. Il vicolo è deserto e il venticello fresco d’autunno fa svolazzare i nastrini colorati che ho annodato con cura, tra le ringhiere corrose dal tempo, i corrimani, portoni divelti e abbandonati. Da una porta socchiusa esce fuori un solfeggio, è sicuramente un rintocco di un cucchiaio che pigramente percuote il piatto ormai vuoto. Da una finestra illuminata arriva un lieve mormorio che trafigge il sentimento… è forse il tempo che va via?... (continua) ![]() ![]() ![]()
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